La presenza dei due legni da guerra Inglesi, influì alquanto sulla determinazione dei comandanti de' legni nemici — naturalmente impazienti di fulminarci — e ciò diede tempo ad ultimare lo sbarco nostro — La nobile bandiera di Albione, contribuì anche questa volta — a risparmiare lo spargimento di sangue umano — ed io, beniamino di cotesti Signori degli Oceani — fui per la centesima volta il loro protetto —
Fu però inesatta la notizia data da nemici nostri: che gl'Inglesi avessero favorito lo sbarco in Marsala direttamente, e coi loro mezzi — I rispettatti, ed imponenti colori della Gran Brettagna — sventolando su due legni di guerra della potentissima marina — e sullo stabilimento Ingham — imposero titubanza, ai mercenari del Borbone — e dirò anche vergogna — dovendo essi far fuoco, con imponenti batterie, contro un pugno d'uomini armati di quei tali fucili — con cui la Monarchia suole far combattere i volontari Italiani —
Ciò nonostante i tre quarti dei volontari, trovavansi ancora sul molo, quando i Borbonici cominciarono la loro pioggia di ferro — sparando con granate e mitraglie — che felicemente nessuno ferirono —
Il Piemonte abbandonato da noi fu portato via dai nemici — Lasciarono il Lombardo perchè arenato —
La popolazione di Marsala, attonita dall'inaspettato evento non ci accolse male — Il popolo ci festeggiò — I magnati fecero le smorfie — Io trovai tutto ciò molto naturale — Chi si assuefa a calcolare ogni cosa al tanto per cento — non è certo tranquillo alla vista di pochi disperati — che vogliono sradicare il cancro del privilegio e della menzogna da una società corrotta per migliorarla — Massime poi, quando cotesti disperati — in pochi — senza cannoni da trecento e senza corazzate — si avventano contro una potenza creduta gigante — come quella del Borbone —
I magnatti, ossia gli uomini del privilegio — pria di avventurarsi in un'impresa — vogliono assicurarsi da che parte soffia il vento della fortuna — e dei grossi battaglioni — ed allora i trionfatori ponno esser certi di trovarli docili — senza smorfie — ed esaltati se occorre — ¿Non è questa la storia dell'egoïsmo umano in tutti i paesi?
Il povero popolo all'incontro ci accolse plaudente — e con segni manifesti d'affetto — Egli ad altro non pensò che alla santità del sacrificio — all'ardua e generosa impresa, a cui s'accingeva quel pugno di prodi giovani venuti da lontano in soccorso dei fratelli —
Passammo il resto dell'11, e la notte a Marsala — qui, cominciai a valermi di Crispi — Siciliano onesto — e di molta capacità — e che mi giovò sommamente negli affari governativi — e nelle indispensabili relazioni col paese, ch'io non conoscevo —
Si cominciò a parlare di Dittattura, ch'io accettai senza replica — poichè l'ho sempre creduta la tavola di salvezza, nei casi d'urgenza — e nei grandi frangenti in cui sogliono trovarsi i popoli —
La mattina del 12, partirono i Mille per Salemi — ma essendo la distanza troppa per una tappa — ci fermammo allo stabilimento agricolo di Mistretta, ove passammo la notte — Non vi trovammo il principale dello stabilimento — ma un giovinetto fratello di quello, fece gli onori dell'ospitalità — con modo gentile e generoso — A Mistretta si formò una nuova compagnia con Griziotti —