Il 13 marciammo a Salemi — ove fummo bene accolti dalla popolazione — ed ove cominciarono a riunirsi a noi le squadre dei S. Anna d'Alcamo, ed alcuni altri volontari dell'isola.
Il 14 occupammo Vita o S. Vito — ed il 15 cominciammo a vedere il nemico, che occupando Calatafimi, e sapendo del nostro approssimarsi a quella volta — aveva spiegato la maggior parte delle sue forze sulle alture, chiamate: «il pianto dei Romani»[90].
3º periodo.
CAPITOLO IV. Calatafimi — 15 Maggio 1860.
L'alba del 15 Maggio — ci trovò in buon ordine sulle alture di Vita — e dopo poco, il nemico ch'io sapevo in Calatafimi — usciva in collonna dalla città alla direzione nostra —
I colli di Vita, sono fronteggiati, dalle alture suddette «del pianto dei Romani» ove il nemico spiegò le sue collonne — Dalla parte di Calatafimi, coteste alture hanno un dolce declivio — Il nemico le ascese facilmente, e ne coronò tutti i vertici — che dalla parte di Vita sono formidabilmente scoscesi —
Occupando noi le alture opposte ad ostro — io avevo potuto scoprire esattamente tutte le posizioni tenute dai Borbonici — mentre questi, appena potevano vedere la catena di tiratori formata dai carabinieri Genovesi alli ordini di Mosto — e che coprivano la fronte nostra — essendo tutte le compagnie indietro coperte, e formate in scaglioni — La nostra povera artiglieria era collocata alla sinistra nostra, sullo stradale, agli ordini di Orsini — che fece alcuni buoni tiri — comunque — Dimodocchè tanto noi, che i nemici occupavamo fortissime posizioni, di fronte le une delle altre — e divise da uno spazioso terreno, con pianure ondulate e poche cascine di campagna — Era quindi vantaggioso: aspettare il nemico nelle posizioni proprie.
I borbonici, in numero di circa due milla uomini con alcuni pezzi d'artiglieria — scoprendo poca gente dei nostri, non uniformati, e frammisti a dei villici — avanzarono baldanzosi alcune catene di bersaglieri, con sostegni, e due pezzi d'artiglieria —
Giunti a tiro — essi cominciarono il fuoco: di carabine e cannoni — continuando ad avanzare su di noi —
L'ordine tra i Mille, era di non sparare, e di aspettare il nemico vicino — Comunque — già i prodi Liguri, avendo un morto, e vari feriti — uno squillo di tromba, suonando una sveglia Americana — fermò il nemico — come per incanto — Esso capì: che non aveva da fare colle sole squadre dei Picciotti — e le sue catene coi pezzi — accennarono ad un movimento retrogrado — Fu questa la prima paura che sentirono i soldati del despotismo al cospetto dei Flibustieri[91].