Nell'altro giorno, trovandoci all'ancora, un poco al mezzogiorno della punta suddetta, apparirono due lancioni — dalla parte di Montevideo — che credemmo amici — ma siccome non avevano il segno condizionale d'una rossa bandiera, io credetti a proposito d'aspettare alla vela — e salpammo — tenendoci alla capa — colle armi preparate.

La precauzione non fu vana: poichè avvicinatosi il maggiore dei due lancioni, con sole tre persone in evidenza, c'intimò la resa, in nome del governo Orientale, quando si trovò a pochi passi da noi, ed apparirono minacciosamente armati, una trentina d'individui —

Erimo in panna[21] — io comandai immediatamente — «braccia in vela»[22]

A quel comando ci fecero una scarica di fucileria — che ci uccise uno dei migliori compagni Italiani: Fiorentino di nome — era Isolano della Maddalena —

Io principiai a dar mano ai fucili, che avevo fatto preparare fuori della cassa d'armi, sul banco di guardia — ed ordinai il fuoco.

Impegnossi un combattimento accanito tra le due parti — Il lancione aveva attacato il giardino[23] di destra della sumaca, ed alcuni dei nemici, si preparavano a salire, rampicandosi al bastingagio[24]; ma alcune fucilate, e sciabolate li precipitarono nel lancione o nel mare —

Tuttociò si passò in breve tempo: siccome non aguerriti i miei non era mancato di nascere confusione — ed il mio comando di bracciare in vela, non si eseguiva; — cioè: vari dei nostri — alla voce di comando, eransi portati ai bracci della sinistra — senza che nessuno, si ricordasse di mollare quelli di destra[25] quindi inutilmente si affaticavano a tirare —

Fiorentino, vedendo ciò, abbandonò il timone ove trovavasi e si lanciò, per effetuare la manovra incompiuta — quando una palla nella testa, lo rovesciò cadavere —

Il timone rimase abandonato; ed io che mi trovavo a far fuoco vicino allo stesso — ne presi la barra — In quell'atto una palla nemica mi colpì nel collo, e stramazzai privo di sensi —

Il resto del combattimento, che durò circa un'ora, fu sostenuto principalmente dal Nostr'uomo[26] Luigi Carniglia — dal pilotino Pasquale Lodola, e marinari: Giovanni Lamberti, Maurizio Garibaldi, due Maltesi etc. — Gl'Italiani, meno uno combatterono valorosamente — Gli stranieri — ed i neri Liberti, in numero di cinque — si salvarono nella stiva —