Posando la sella della mia Marsala (cavalla) per terra — e le pistoliere — una pistola percuotendo nel suolo — prese fuoco — e la palla mi sfiorò il piede destro, portando via un pezzo della parte inferiore del pantalone —

«Le felicità — mai giungo sole» dissi tra me —

Col comitato rivoluzionario di Palermo, composto di caldi patrioti, si risolvette di stabilire il mio quartier generale al palazzo Pretorio — punto centrale della città —

Non gran contingente di armati, ci diede la città di Palermo — giacchè i borbonici aveano avuto gran cura di tenerla assolutamente inerme — ma convien confessare: l'entusiasmo di quei bravi cittadini mai venne meno — ne per i sanguinosi combattimenti delle vie — ne per il feroce bombardamento della flotta nemica — del forte di Castellemare, e del palazzo reale — Anzi molti, per mancanza di fucili, si presentavano a noi armati di pugnali coltelli spiedi — e ferri di qualunque specie —

I picciotti[95] delle squadre[96], si battevano anche loro con bravura, e supplivano al decimato numero dei Mille.

Anche le donne furono sublimi di patriotico slancio — frammezzo a quell'inferno di bombe e di fucilate esse animavano i nostri, coi plausi, colle gesta, cogli evviva — Precipitavano dalle finestre, sedie, matterazzi, suppelletili d'ogni genere per il servizio delle barricate — e molte, si vedevano scendere nelle strade per ajutare ad innalzarle — La popolazione era rimasta sorpresa dall'ardito ingresso — ma passati i primi momenti di stupore, essa crebbe ogni giorno di coraggio e d'intrepidezza.

Le barricate uscivano da terra come per incanto — e Palermo diventò assiepato di barricate — Il loro gran numero, era forse esorbitante — ma senza dubbio ciò influì moltissimo ad animare il popolo, e gettar lo spavento nelle truppe borboniche — Poi, quel lavoro continuo, manteneva tutta la gente in moto, e serviva di pascolo all'entusiasmo —

Una delle difficoltà maggiori della situazione, era la mancanza di munizioni — Si trovarono però fabbriche di polvere — notte e giorno si lavorò a far cartuccie — ma la quantità era insufficiente per il battagliare incessante continuo contro le numerose truppe borboniche, occupanti i punti principali della città — Quindi i militi e particolarmente i Picciotti che tiravano molto — mancavano di munizioni — e mi mettevano in croce per averne —

Nonostante, i borbonici, erano stati ridotti nel forte di Castellamare, palazzo di finanze, e palazzo reale, con alcune case adjacenti — e noi erimo padroni dell'intiera città.

Il forte numero di nemici stanziava al palazzo reale, ove si trovava il generale in capo Lanza — e privi di comunicazioni col mare e colle altre loro posizioni —