«Che arrendersi!» gridavano quei superbi, e gloriosi figli d'Italia: «Fatevi avanti — se avete animo!»
Essi terminarono sino all'ultimo cartuccio — sostennero l'urto finale colla bajonetta — e caddero tutti! Soli, alcuni pochi, gravemente feriti, furono trasportati a Capua —
¿Ed ove giacciono le ossa di cotesti eroi, dell'eroïco Bronzetti? Italia! Terra di monumenti — Le ricorderai?
3º periodo.
CAPITOLO XVIII. Combattimento di Caserta Vecchia — 2 ottobre 1860.
Reduce la sera del 1º — in S. Angelo — stanco ed affamato, per nulla aver preso nella giornata — io ebbi la fortuna di trovarvi i miei prodi carabinieri Genovesi — in casa del parrocco — Fu quella una venturosa scoperta: ebbi un lauto pranzo, il cafè dopo quello — e mi sdrajai saporitamente — non ricordo ove —
Comunque: nemmen quella notte, ero destinato a riposare.
Appena sdrajato, ebbi notizie: che una collonna nemica di 4 a 5 milla uomini — trovavasi a Caserta Vecchia — minacciando di scendere a Caserta —
Era notizia da non disprezzarsi — e diedi ordine: per le due della mattina, ai Carabinieri Genovesi di trovarsi pronti, con 350 uomini del corpo di Spangaro — ed una sessantina di montanari del Vesuvio —
Con tale forza — marciai all'ora suddetta su Caserta, per la via della montagna e S. Leucio — Prima di giungere a Caserta — il collonnello Missori, ch'io avevo incaricato di scoprire il nemico — con alcune delle valorose sue guide — mi avvertì: trovarsi il nemico, schierato, sulle alture di Caserta Vecchia — stendendosi verso Caserta — ciocchè potei verificare io stesso, poco dopo —