Mi si obbietterà: tale nostro sistema esser nocivo, colle nuove armi di precisione — ed io dico con convincimento: esser più necessario ancora con tali armi —

Supponiamo un campo di battaglia piano, e sprovvisto d'ostacoli — Due linee di bersaglieri stanno in presenza — l'una marciando, e facendo fuoco sull'altra, ferma e rispondendo ai tiri nemici —

Io dico: il vantaggio esser per la linea ferma — poichè questa, carica l'arma e fa fuoco con più sangue freddo e meno spossatezza — Il milite obliqua meglio il corpo — per presentare meno superficie possibile ai projetti nemici — Mentre quello che avanza, deve essere più agitato — quindi meno precisi i suoi colpi — e sopratutto è impossibile, ch'egli possa andare avanti senza esporre il suo corpo, più di quello che aspetta — Colle armi odierne — se una catena di bersaglieri ha il sangue freddo d'aspettarne una nemica che venga, facendo fuoco avanzando — essa perderà certamente molti uomini — ma certo dei nemici non ne giungerà uno illeso — Poi, son pochi i paesi — e pochi i casi — ove una linea di bersaglieri, dovendo aspettare il nemico in posizione — non trovi nella stessa, alcun'ostacolo da coprire in parte, od in totale i suoi militi — In quest'ultimo caso — a parità di numero — non vi sarà un solo soldato — della catena avanzando, che possa giungere a quella che aspetta in posizione. O non si deve caricare il nemico nelle sue posizioni — o conviene caricarlo sino alla mischia — senza di che, si perderà molta gente — e non si giungerà alla meta —

Uno dei grandi vantaggi nostri alla battaglia del Volturno — fu pure la bravura dei nostri ufficiali — Quando si ha dei luogotenenti come Avezzana, Medici, Bixio, Sirtori, Türr, Eber, Sacchi, Milbitz, Simonetta, Missori, Nullo ecc. — è ben difficile: veder la vittoria, disertar le bandiere della libertà e della giustizia —

3º periodo.

CAPITOLO XVII. Bronzetti a Castel Morrone — 1º ottobre 1860.

Accanto alle immortali famiglie dei Cairoli, Debenedetti — e di tante altre — per cui veste lutto l'Italia — posiamo alla venerazione di tutti quella dei Bronzetti —

Il maggiore fratello — caduto contro gli Austriaci a Seriate — Il secondo, non meno eroïcamente a Castel Morrone — Resta un terzo ai vecchi genitori — ed anche questo col consenso degli incomparabili vegliardi — pronto a dar la sua vita all'Italia — Servano tali esempi d'eroïsmo alle generazioni venture — Mentre la pugna ferveva nelle pianure Capuane — il maggiore Bronzetti, alla testa di circa dugento uomini, sosteneva l'urto di quattro milla borbonici — e li respingeva a varie riprese dalle posizioni da lui occupate — Invano il nemico, per tante volte, intimò la resa, a qualunque patto — meravigliato da tanta bravura — Invano! Il prode Lombardo, avea deciso di morire co' suoi compagni — ma non arrendersi —

Avanzo di dieci assalti pochi restavano del piccolo suo battaglione — la maggior parte giacevano morti, o morenti sul campo della strage —

I pochi restanti però — non vollero udire di resa — trincierati nell'alto del rovinato castello — ed animati dall'esempio del loro valoroso capo — «Arrendetevi ragazzi» gridavano gli ufficiali borbonici: Arrendetevi — non vi sarà torto un capello — e già faceste abbastanza per l'onore»