Lo stesso giorno tornando da Condino a Storo in carozza — un'imboscata nemica su Rocca Pagana — ci fulminò per un pezzo — ma senza ferimenti. In tale giorno a Condino, si distinse molto il collonnello Guastalla —
I prodi generali Haug, e maggiore Dogliotti incaricati dell'assedio del forte d'Ampola — lo condussero presto a buon segno — I volontari arrampicati sulle scoscesissime montagne, che lo dominano, ridussero gli assediati a non potere mostrare la faccia all'aperto in nessuna parte, e lo circuirono complettamente —
I pezzi portati a spalla dai volontari ed artiglieri — o tirati con corde fra i dirupi sulle alture, fecero ben presto un mucchio di macerie — non delle casamatte, di grande solidità, ma di tutti gli edifizi attigui a quelle —
Molte granate tirate dai bravi artiglieri nostri penetrarono per le canoniere e fecero stragi — Un pezzo nostro collocato sulla strada dal valoroso tenente Alasia — che vi perdè la vita — contribuì molto a sconcertare il nemico —
Infine, dopo pochi giorni d'assedio, di canoneggiamento, e di fucilate — si arrese quel piccolo — ma per noi importantissimo forte —
La guerra del Tirolo, come in tutti i paesi di montagne — non può essere condotta, senonchè col possesso delle alture — Invano si tenterebbe anche con forze formidabili, contro minori d'inseguire il nemico nelle valli — Questo coi suoi eccellenti tiratori sulle vette dei monti, e sui pendii — farebbe sempre una strage delle truppe, avanzando per le strade delle vallate —
Perciò ad eccezione del monte Suello — ove, forse per impazienza — non ci attennemmo esattamente a tale massima — tutte le nostre operazioni in avanti, furono sempre precedute dall'occupazione dei monti circostanti — e quantunque i cacciatori Tirolesi, sieno pratici di quel genere di guerra — armati di eccellenti carabine — che maneggiano con una maestria stupenda — e che sono anche soldati valorosi — se si arriva a dominarli dalle creste — essi cedono — e la tenacità nostra nel procedere avanti — fu sempre coronata dal successo, ad onta di perdite ben considerevoli — Successo dovuto all'occupazione delle alture particolarmente —
«Fare l'aquila» era quindi il motto prevalso tra i volontari — a cui si raccomandava particolarmente — «Fare l'aquila» cioè impadronirsi delle alture — pria di qualunque marcia avanti per le vallate — Tale massima deve osservarsi anche nelle ritirate — ove il terreno e le circostanze lo permettano —
La resa del forte d'Ampola, e l'occupazione della catena di monti che stendonsi da Rocca Pagana, sino alle sommità del Burelli, Giovio, Cadrè, ecc. — dominando le due valli di Ledro, e Giudicaria — ci apersero facile la via in val di Ledro — e potemmo stendere la testa della nostra collonna di destra, sino a Tiarno e Bezzeca —
Il nostro movimento per la destra, in val di Ledro — era tanto più importante — poichè si doveva da quella parte, proteggere la giunzione del 2º reggimento, ingolfato per il Monte Nota, verso Pieve Molina, ed il lago di Garda — contrariamente ai miei ordini che lo chiamavano per la val Lorina su Ampola — a coadjuvarvi l'assedio — Quel reggimento si era disordinatamente portato troppo a destra — ed esposto ad esser distrutto dal nemico — ad onta, che le sue singole compagnie, si erano valorosamente battutte contro nemici superiori —