Infine la giornata restò indecisa, e si rimase nelle posizioni occupate sotto Monte Suello — Ferito alla coscia sinistra, io fui obligato di ritirarmi — lasciando il comando al colonnello Corte, che si sostenne bravamente, tutto il resto della giornata nelle posizioni acquistate — Il colonnello Bruzzesi del 3º lo coadiuvò valorosamente —
All'alba del 4, essendosi ritirato il nemico da Monte Suello, noi l'occupammo col battaglione Cairoli del 9º reggimento — al quale — avendolo trovato sulla strada verso Barghe — avevo ordinato di marciare avanti nel giorno antecedente. Nello stesso giorno, si occupò Bagolino ed il Caffaro —
Il resto dei corpi volontari, ancora sprovvisti del necessario — venivano avanti, ma lentamente — verso il Tirolo — per essere obligati di provvedersi cammin facendo —
Lodrone e Darzo, furono occupati con poca resistenza, e finalmente si occupò ponte Dazio, e Storo, ove si stabilì il mio quartier generale — Storo piccolo villaggio al confluente delle due valli Giudicaria e d'Ampola — era per noi importante — ma per esserlo veramente: si dovevano occupare le alture che lo dominano — massime Rocca Pagana — altissimo pico che lo minaccia quasi verticalmente —
Dovendo penetrare nella Giudicaria poi, conveniva, indispensabilmente, impadronirsi prima del forte d'Ampola, che padroneggia la valle dello stesso nome, e che mette nella val di Ledro, da dove il nemico poteva sboccare, e tagliarci, — impadronendosi di Storo e ponte Dazio — dalla nostra base d'operazione, Brescia —
Avendo coperto la nostra sinistra, coll'occupazione di Condino, e le alture di ponente tutta la nostra cura, fu rivolta nel dominare e circuire il forte d'Ampola —
In quei giorni ci giunse la famosa 18ª brigata comandata dal maggiore Dogliotti — con 18 magnifici pezzi da 12 —
Con tale brillante artiglieria, io ho potuto formarmi una idea esatta — di ciò che vale la nostra artiglieria Italiana — ch'io stimo con orgoglio, non seconda a nessuna nel mondo — Il 16 luglio, il nemico tentò di cacciarci da Condino — I nostri contrariamente agli ordini miei, si erano spinti da Condino sino a Cimego — ed occuparono il ponte, ivi esistente sul Chiese — senza provvedere di guarnir le alture — indispensabili in quel paese scoscese — per proteggere la forza che si trova nella valle —
Il nemico con forze superiori delle tre armi — respinse i nostri da Cimego — e senza alcuni pezzi della nostra eccellente artiglieria — giunta in quei giorni — la giornata poteva costarci molto. Fortunatamente le perdite non furono grandi e quivi come sempre, l'inferiorità dei nostri fucili fu causa delle perdite nostre — maggiori di quelle del nemico —
Il maggiore Lombardi, uno dei prodi, di tutte le pugne Italiane, e dei migliori ufficiali nostri, morì in quel giorno sul campo —