Il resto del giorno 19, si passò in Vado, aspettando la notte per sbarcare — Verso le 7 p. m. sbarcammo sulla spiaggia algosa ad Ostro di Vado — in cinque: Canzio, Vigiani, Basso, Maurizio ed io —
Vagammo per un pezzo a trovar la strada — essendo quella spiaggia assai paludosa — ma ajutato nei passi più difficili dai miei compagni — potei giungere con loro, nel villagio di Vado — ove per fortuna Canzio e Vigiani trovarono subito due biroccini, e via per Livorno — A Livorno si giunse in casa Sgarellino — ove trovammo le sole donne, che ci accolsero con molta benevolenza — Ivi, venne Lemmi, che da vari giorni ci aspettava con una carozza, per condurci a Firenze — Montammo, e si giunse nella capitale verso la mattina — accolti con gentile ospitalità in casa della famiglia Lemmi —
Il 20 — in Firenze, fui accolto dagli amici, e dalla popolazione, a cui non si potè nascondere il mio arrivo — Accolto con dimostrazioni di gioia — eppure trattavasi di acquistar Roma capitale d'Italia — e togliere il primato alla metropoli madre di Galileo, e di Michelangelo — Ed il generoso popolo di Firenze, giubilava — Grande e vera manifestazione di patriotismo — di cui l'Italia — come a Torino, in pari circostanza — deve tener conto —
Ragiungere i miei fratelli d'armi — ed i miei figli, che si trovavano al campo in presenza dei nemici — era il mio gran desiderio e quindi fu breve la mia permanenza nella capitale — Passai a Firenze il resto del giorno 20 e tutto il 21 Ottobre — Il 22 con un convoglio speciale, mi avviai verso la frontiera Romana sino a Terni, e di là in carozza per il campo di Menotti — che raggiunsi il 23, al passo di Corese —
Essendo la posizione di Corese, poco idonea ad una difesa, per truppe in pessima condizione — com'erano i nostri poveri volontari — marciammo per monte Maggiore — e da questa posizione, nella notte dal 23 al 24 — ci dirigemmo in diverse collonne su Monterotondo — ove si sapeva trovarsi circa 400 nemici con due pezzi d'artiglieria —
La collonna comandata dai maggiori Caldesi, e Valsania, doveva principiare il suo movimento alle 8 p.m. del 23 — giungere a Monterotondo verso mezzanote — e procurare d'introdursi nella città con un'assalto dalla parte di ponente, che si credeva, ed era veramente la parte più debole — ove le mura di cinta rovinate, erano state supplite da case, con porte esterne, e quindi di non difficile accesso —
Questa collonna di destra, composta per la maggiore parte di coraggiosi Romagnoli — per gli inconvenienti inseparabili ad un corpo, non organizzato — mancante di tutto — stanco — e senza poter trovare guide pratiche del paese — arrivò di giorno sotto la cinta di Monterotondo — e fu per conseguenza fallitto l'attacco di notte — È incredibile lo stato di cretinismo, e di timore in cui il prete, ha ridotto cotesti discendenti delle antiche legioni di Mario e di Scipione! Io già lo avevo provato nella mia ritirata da Roma nel 49 — ove con oro alla mano — non mi era possibile di trovare una guida — E così successe nel 67 —
Quando si pensa: in una città Italiana come Monterotondo — colle porte di casa — a ponente — che mettevan fuori della cinta — non trovarsi un solo individuo — capace di darci relazione, su ciò che esisteva dentro — Mentre noi erimo Italiani per Dio! pugnando per la liberazione patria — mentre dentro — v'era la più vile ciurmaglia di mercenari stranieri, al servizio dell'impostura — «Libera chiesa in libero Stato» ha detto un grande ma volpone statista: Sì! ebben lasciatela libera cotesta nera gramigna — ed avrete i risultati ch'ebbero la Francia e la Spagna — oggi, per i preti cadute all'ultimo gradino delle nazioni —
La collonna di sinistra comandata da Frigezy, giunse fuori di Monterotondo a Levante, occupò il convento dei Capuccini verso le 10 a.m. colle posizioni adjacenti — e spinse alla sua sinistra alcune compagnie, per darsi la mano coi corpi nostri di destra — ciocchè fu impossibile per tutto il giorno 24 — essendo tremendo il fuoco nemico da quella parte — La collonna del centro — guidata da Menotti — con cui mi trovavo — avendo marciato da Monte Maggiore, direttamente all'obbiettivo, fu pure arrestato da' passi disagevoli della strada Moletta — e nonostante giunse la prima all'albeggiare, sotto le posizioni che contornano Monterotondo da Tramontana —
Io ordinai a questa collonna, comandata da Menotti — e composta per la maggiore parte dai prodi bersaglieri Genovesi di Mosto e Burlando — di occupare le forti posizioni settentrionali, già accennate — ma di non assaltare — pensando poter combinare l'attacco colle altre collonne che dovevano giungere a poca distanza di tempo — Ma lo slancio dei volontari non potè trattenersi — ed invece di limitarsi ad occupare le posizioni suddette — essi si lanciarono all'assalto di porta S. Rocco — affrontando un fuoco micidialissimo — che da tutte le finestre del paese — in quella parte — li fulminava —