La stessa sorte toccommi in Francia nel 1870 e 1871 — Eppure in Francia come in Italia, io ho trovato una simpatia entusiastica tra le popolazioni — certamente molto superiore al mio merito —
Il governo della difesa nazionale, composto di tre onesti individui, e che meritavano la fiducia del paese — mi accolsero imposto dagli avvenimenti — ma con freddezza — Coll'intenzione manifesta — come certe volte m'era succeduto in Italia — di volersi servire del mio povero nome — ma non altro — ed in sostanza privandomi dei mezzi necessari, per cui la cooperazione mia poteva riuscir utile.
Gambetta, Cremieux, Glais-Bisoin — individualmente furono con me gentili — ma, il primo più di tutti, su cui avrei dovuto aspettarmi — se no, sua simpatia individuale — almeno su d'un concorso attivo ed energico — mi lasciò in abbandono per un tempo prezioso —
Nei primi di Settembre 1870 fu proclamato il governo provvisorio in Francia — ed io il 6 offrì i miei servigi a quel governo — che ebbe sempre vergogna di proclamarsi Republicano —
Il governo Francese stette un mese, senza rispondermi — tempo prezioso, in cui si poteva far molto — e che fu perduto o pochissimo si fece — E qui giova ripetere: esser grande errore dei popoli, che rimangono padroni di loro stessi — come successe alla Francia ed alla Spagna in due settembre consecutivi — di non eleggere il governo di un solo Onesto col nome di Dittattore od altro — ma d'un solo! Non ricorrere ai governi molteplici, generalmente di dottori, che passano la maggior parte del tempo a deliberare, invece di agire celeremente, come esigono le urgenti circostanze —
In Francia, anche peggio fecero — in luogo d'uno molteplice, ve ne furono due — E tutti conoscono il risultato del difettoso sistema —
Invece, eletto un solo — quel desso — avrebbe probabilmente, identificato la sede del Governo col suo quartier generale — ciocchè in sostanza ebbero i Prussiani — e che diede loro tanto immenso vantaggio sui loro avversari — Ed in luogo d'una Babele, la Francia avrebbe avuto un governo forte —
Solo in principio di ottobre, seppi che sarei accolto in Francia — ed il generale Bordone, a cui solo si deve la mia accettazione — venne a cercarmi in Caprera — col piroscafo la Ville de Paris capitano Coudray — e collo stesso giunsi a Marsiglia il 7 ottobre 1870 — Esquiros prefetto dell'illustre città — e la popolazione entusiasmata, mi accolsero festosamente — ed ivi un telegramma del governo di Tours mi chiamava immediatamente presso dello stesso — Giunsi a Tours ove trovai Cremieux, e Glais-Bisoin, ambo uomini simpatici, e che credo onestissimi — non sufficienti però a sollevare la Francia dalla tremenda sventura, in cui l'avea precipitata il Buonaparte — Essi poi appartenevano ad un sistema di governo vizioso — in cui, anche colla capacità di fare il bene, non lo potevano —
Gambetta giunto in pallone il giorno dopo — scosse alquanto l'inerte macchina governativa, la galvanizzò, improvvisò dei mezzi immensi; ma fu da meno lui stesso, delle circostanze, sia per il motivo del difettoso governo — per l'erronea disposizione di affidare il nascente esercito agli stessi uomini dell'impero, che avevano perduto il primo — sia per mancanza dell'esperienza necessaria in tali terribili frangenti. A Tours perdetti vari giorni, per l'indecisione del governo — e mi trovai sul punto di dovermene tornare a casa — perchè compresi: volersi, come già dissi, servirsi del mio povero nome — e non altro — L'incarico che si voleva darmi era quello di organizzare alcune centinaia di volontari Italiani che si trovavano a Chambery, ed a Marsiglia — Dopo varie controversie con cotesti Signori — mi recai finalmente a Dole per raccogliere quelli elementi d'ogni nazionalità, che dovevano servire di nucleo al futuro esercito dei Vosges —
I Prussiani marciavano su Parigi — dopo Sedan — e naturalmente sul loro fianco sinistro — ove s'addensavano le nuove reclute della Francia essi dovevano tenere dei fiancheggiatori — e questi stessi fiancheggiatori comparvero alcune volte sino nei dintorni di Dole — ove tenevo i pochi uomini da me riuniti, in via d'organizzazione — poco equipaggiati e male armati per molto tempo. Il nostro contegno comunque fu energico — prendendo posizione a Mont Rolland prima e poi nella foret de la Serre — dimodocchè Dole fu inviolato in tutto il tempo che noi vi soggiornammo — Marciando l'esercito nemico su Parigi, era naturale, si dovesse minacciare almeno la sua linea di operazione, dal Reno alla capitale della Francia — e tale necessità fu sentita dal governo della difesa — che inviava nei Vosges, la maggiore parte dei corpi dei Franchi-tiratori — ed il generale Cambriels, con una trentina di milla uomini, delle nuove leve dei mobili — alcuni battaglioni del vecchio esercito, e qualche pezzi d'artiglieria — Tutte quelle forze, furono respinte dai Vosges su Besançon, dal preponderante nemico, mentre ci trovavamo ancora a Dole — ed il prefetto Ordinaire di Besançon, mi telegrafò per due volte, acciò mi recassi da lui, per provvedere ai mezzi d'impedire lo sbandamento delle forze suddette —