Un momento dopo io galleggiai..... chiamai; non vedendolo ricomparire..... e chiamai disperatamente! ma invano! il mio amico di infanzia, era rimasto travolto nei gorghi di quell'oceano — che non avea temuto di varcare per ragiungermi — e per servir la causa d'un popolo —

Un altro martire della libertà Italiana, privo d'un sasso, che segni ove furon sepolte le sue ossa nelle arene del nuovo mondo! —

I cadaveri di sedici compagni ebbero la stessa sorte — ingojati dal mare — essi furono trasportati dalle correnti a trenta miglia di distanza verso il settentrione — e là sepolti nelle sabbie della costa — Tra i sedici — trovavansi sei Italiani — io settimo, solo mi era salvato: Luigi Carniglia, Edoardo Mutru, Luigi Staderini, Giovanni D. ed altri due che non rammento — tutti forti e prodi giovani —

I superstiti, in numero di quattordici, l'uno dopo l'altro tutti aveano approdato — Invano, tra loro, cercai un volto Italiano — Morti tutti! Mi sembravo solo nel mondo! Io vaneggiavo — a quasi mi parea pesante quell'esistenza salvata con tanta fatica — Molti dei compagni, non marini, non nuotatori, si salvarono — Commenti chi vuole! Tra i perduti io contavo altri compagni ben cari: due liberti, un mulato, ed un nero perfetto — Raffaël e Procopio gente d'un valore e d'una fedeltà a tutta prova — Con noi approdava alla costa, un barrile d'acquavite, mi sembrò una fortuna — e dissi a Manuel Rodriguez — ufficiale Catalano —: procuriamo di aprirlo e rinvigorirci coi compagni che vengono aprodando —

Si mise mano all'opera di sturare il barrile — ma nel tempo in cui faticavamo per ottenere l'intento, ci colpì un freddo tale — che fu fortuna il ricordarsi di prender a correre — senza ciò fare, certo, saressimo caduti esausti dalla stanchezza e dal freddo — Avendo i panni bagnati, ed essendo il vento freddissimo — era naturale ciò accadesse —

Corremmo — corremmo machinalmente lungo la costa verso mezzogiorno — ed incoraggendoci reciprocamente a correre — La sponda del mare faceva schiena e ci riparava alquanto dalla violenza del vento — e nel pendio interno, scorreva l'Areringua, fiume di poca importanza, con direzione a tramontana, e per un gran pezzo, parallellamente al littorale, per sboccare poi nell'Oceano a breve distanza —

Seguimmo dunque la sponda destra del fiume — ed alla distanza di circa quattro miglia, trovammo una casa abitata, ove ricevemmo ospitalità completta. La casa che ci accolse ospitalmente — era poco internata in quella maestosa ed immensa foresta del Brasile — certo, una delle maggiori del mondo — di cui già accennammo.

In un campestre[38] poco spazioso ergevasi quella casupola, i di cui abitatori erano padre, madre ed un bambino — Intorno ergevansi le annose secolari piante, stupendamente robuste ed alte — ed in un canto del campestre, trovavasi un agrumetto con delle piante, come mai vidi sì belle — e con degli aranci ch'erano una meraviglia — Per naufraghi, fu una ben grata sorpresa!

CAPITOLO XVII. Assalto e presa della Laguna di Santa Catterina.

Il Seival, l'altro lancione compagno, comandato da Grigg, fu più fortunato — Di costruzione diversa del Rio-pardo — abbenchè poco più grande, potè sostenersi contro la violenza del temporale — e seguì felicemente la sua corsa sino al destino —