Io mi trovavo in quel momento alla sommità dell'albero di trinchetto, sperando di scoprire un punto nella costa, ove aprodare con meno pericolo — Il legno fu capovolto sulla destra, e fui lanciato per ciò da quella parte a certa distanza —
Io ricordo bene: che, abbenchè in pericolosissima circostanza — non pensai alla morte; ma sapendo di aver molti compagni non marini — e prostratti dal mal di mare — ciò mi martoriava, e cercai di raccogliere, quanti remi, ed altri galleggianti oggetti — mi fu possibile — raccoglierli, avvicinarli a bordo — e raccomandare a tutti di prenderne uno per sorregersi, ed agevolarsi a guadagnar la costa —
Il primo individuo, che incontrai stretto ad una sartia[34] — dalla parte sommersa — per ove io potei rientrare a bordo — fu Edoardo Mutra — mio compagno d'infanzia — a cui rimisi un boccaporto[35] — ed a lui raccomandai di non lasciarlo a qualunque costo —
Luigi Carniglia, il coraggioso nostr'uomo, che trovavasi al timone al momento della catastrofe — era rimasto aggrapato al bordo, verso i giardini[36] della parte sinistra — cioè la parte non sommersa —
Sventuratamente un giacchetone di Calmouk, assai pesante lo serrava talmente, quando imbevuto d'acqua — ch'egli dovendosi tenere per non esser portato via dal mare — trovavasi nell'impossibilità di liberarsene — Me ne fece cenno — ed io corsi in soccorso dell'amico del cuore —
Avevo nella sacoccia del pantalone, un piccolo coltello di manico bianco — lo misi alla mano — e cogli sforzi di cui ero capace, principiai a tagliare il colletto, ch'era di velluto — Avevo finito di tagliare il colletto — e con uno sforzo ancora, io scucciva, o stracciava il maledetto! quando un maroso, con orrendo fracasso — avviluppò, e schiacciò: bastimento, e quanti individui a quello afferravansi —
Io fui scaraventato nel fondo del mare come un projettile — e quando ricomparvi, stordito dal colpo e dai vortici che mi soffocavano — era scomparso lo sfortunato amico mio per sempre![37]
Parte dei compagni, al mio risorgere, comparivano dispersi, e facendo sforzi ognuno per guadagnar la costa — determinazione ch'io dovetti prendere, come gli altri per salvar la pelle —
Nuotatore dalla più tenera infanzia, io giunsi tra i primi — e la mia prima cura, posando i piedi sul fermo, fu di girarmi indietro, per osservare la sorte dei compagni — ed Odoardo mi si affacciò non lontano — Egli aveva abbandonato il boccaporto da me raccomandato — o piutosto la violenza del mare, glielo aveva strappato — Nuotava, sì, ma con uno stento — una fatica — indicanti lo sfinimento a cui era ridotto! Io amavo Edoardo, com'un fratello! E mi affannò oltremodo, la disperata sua condizione — Oh! mi sembrava in quei tempi, esser io, più sensibile e generoso! Anche il cuore induriscono, ed inaridiscono gli anni ed i malanni!
Io mi slanciai verso il mio caro, per porgerli un legno che aveva servito a salvarmi — Già ero giunto vicino a lui — e confortato dalla grandezza del proposito — io lo avrei salvato quel mio fratello! — E che fortuna sarebbe stata per me! Troppo grande! Un maroso, ambi ci sommerse!