I bastimenti da guerra Brasiliani, erano certamente men bene comandati — che non lo furono nella loro campagna contro il Paraguay — E certo, con un comandante capace — i poveri piccoli tre legni della Republica, sarebbero stati frantumati in poche ore — avendo noi in tutto tre piccoli pezzi — uno per barco — del calibro: due da 9, ed uno da 12 — Mentre la corvetta aveva venti grandi pezzi in batteria coperta — ed era una vera nave da guerra.

Nel primo giorno — la minacciammo d'abordagio — e dopo molto canoneggiamento, prese il largo, e ci lasciò padroni delle acque.

Nel secondo giorno, avendo noi avvicinato la costa più del primo — un forte nembo da scirocco mise fine al simulacro d'un combattimento — che per esser combattutto a troppa distanza con il mare grosso — finì per dar nessun risultato.

Dopo i due fatti narrati, approdammo nell'isola do Abrigo — ove si presero due sumache (nome che danno i Brasiliani ad una specie di brigantino goletta) cariche di riso —

Proseguimmo il corso, e fecimo altre prese — tra cui una sumaca — che, predata da Grigg, e presidiata con pochi uomini suoi — questi uomini furono assaliti dall'equipaggio Brasiliano, e legati per esser condotti prigionieri ai nemici — Fu vera sorte, per quei nostri di cader sotto la nostra prora.

Dopo otto giorni dalla nostra partenza tornammo verso la laguna.

Io avevo un sinistro pressentimento delle cose nostre in quelle parti — poichè prima di partire, già si manifestava molto malcontento tra i Cattarinensi verso di noi — e sapevasi ravvicinarsi dalla parte di tramontana, d'un forte corpo di truppe imperiali, comandate dal generale Andrea, famoso per la pacificazione del Parà, e per l'atroce sistema di repressione tenuto in quella provincia — All'altura di S. Catterina — nel nostro ritorno verso la Laguna, incontrammo un Patacho da guerra nemico (specie di grande goletta quadrata a prora). Erimo col Rio-pardo ed il Seival — La Cassapava si era staccata da noi, da vari giorni, in una oscura notte.

La scoperta del Patacho, fu fatta da prora — mentre con brezza forte veleggiavamo in poppa verso la Laguna di S. Catterina — Il nemico incrocciava apparentemente dall'isola dello stesso nome a levante — e lo scoprimmo colle mura alla sinistra —

Il Patacho portava sette pezzi d'artiglieria — ed era vero legno da guerra — Il Rio-pardo aveva un solo pezzo da nove nel mezzo — ed era una piccola goletta mercantile, senza nessuno dei requisiti belligeri — Comunque conveniva far buona contenenza — E dopo d'aver segnalato alle prese, ch'erano tre, di dirigersi verso Imbituba — il Rio-pardo si diresse sul Patacho sino a tiro di moschetto, orzò sulla sinistra, ed attaccò il nemico a cannonate.

Il Patacho rispose bravamente — il combattimento però, poco o nessun risultato poteva avere, a motivo del grosso mare — Essendo noi, il più delle volte colla batteria di destra sott'acqua — ed il nemico, con molti tiri, apena potè forarci alcune vele.