La posizione nostra e possanza — ci metteva in caso non solo di opporsi al passaggio di Mello — ma di sconfigerlo — Così non volle la sorte —
Il collonnello Teixeira incerto: se il nemico verrebbe per Vaccaria — o per altra via chiamata: i Coritibani, divise in due la forza: mandò il collonnello Aranha colla miglior parte, e migliore cavalleria della Serra in Vaccaria — e marciò lui colla fanteria — e parte di cavalleria composta per la maggior parte di prigionieri di S. Vittoria, verso i Coritibani — E per questa parte apunto si diresse il nemico.
Il frazionamento delle nostre forze, ci riescì fatale: la recente nostra vittoria, l'indole ardimentosa del nostro capo, dei Republicani in generale — e le informazioni avute del nemico, che ne menomavano la forza, ed il morale, ce lo fecero disprezzare oltremodo — In tre giorni di marcia fummo ai Coritibani, e campammo a certa distanza del passo di Maromba, per ove si supponeva dovesse arrivare il nemico — Si posero guardie in quel passo, ed in altri punti necessari a guardare.
Verso la mezzanotte, la guardia del passo, fu attaccata dal nemico, con tanta furia, che appena ebbe tempo di ripiegarsi, scambiando alcune fucilate — Da quel momento sino all'alba stettimo con tutte le forze, pronte al combattimento —
Non fu tarda l'apparizione del nemico, il quale avendo passato il fiume con tutta la sua gente — erasi schierato non lungi da noi, in atto pure di combattere.
Tutt'altro che Teixeira, vedendo la superiorità del nemico, avrebbe spedito celeremente ad Aranha per richiamarlo a noi — ed intanto procurato di trattener il nemico sino alla giunzione — Ma l'arditissimo Republicano, temete non gli sfuggisse il nemico — e perdere l'occasione di combatterlo.
All'attacco dunque! E non valse la vantaggiosa posizione in cui il nemico si trovava.
Mello profitando dell'ineguaglianza del terreno — avea formato la sua linea di battaglia, sopra una collina assai alta, davanti alla quale trovavasi una valle assai profonda, ed intralciata da folti cespugli — egli aveva coperti sui suoi fianchi, alcuni plottoni di cavalleria non veduti da noi.
Teixeira ordinò di attacarlo, con una catena di fanteria, e profitare per ciò degli ostacoli della valle — Fu eseguito l'attacco, ed il nemico simulò di ritirarsi — Ma mentre la nostra catena, dopo d'aver varcato la valle perseguiva il nemico a fucilate — fu essa stessa caricata di fianco da uno squadrone coperto, dal fianco destro del nemico, ed obligata di ripiegarsi in disordine, e riconcentrarsi sul grosso della forza.
Morì, in quell'incontro, uno dei più valorosi ufficiali nostri, Manuel N. e molto caro al nostro capo.