Concittadini miei! il giorno, in cui voi sarete uniti (un po' lontano sventuratamente), e sobri come i figli del Continente — lo straniero non calpesterà il vostro suolo! Non contaminerà i vostri talami! L'Italia avrà ripreso il suo posto, tra le prime nazioni del mondo!
Nella notte il vecchio generale Giorgio — era sparito, e nella mattina non scorgevasi il nemico da nessuna parte — e per motivo della nebbia, sino verso le 10 a.m. fummo ignari delle sue nuove posizioni — Verso quell'ora alfine si scorse — occupando le forti posizioni di Taquarì —
Io sono certo: la sagace manovra del nemico, non mancò di cagionare cordoglio nel nobile cuore del capo della Republica — Ma non v'era rimedio — Egli avea perduto una splendida occasione di rovinare l'impero, e probabilmente assicurare il trionfo del suo paese —
Poco dopo, ebbesi notizia: passare la cavalleria nemica il fiume Taquarì, coadjuvata dalla squadra imperiale — Il nemico era dunque in ritirata, e bisognava attaccarlo in coda nel suo passaggio — In ciò non titubò il nostro generale — Marciammo dunque risolutamente alla battaglia —
La cavalleria nemica, avea bensì passato il fiume ajutata in quel passaggio da vari legni imperiali, ma la fanteria era rimasta tutta sulla sponda sinistra, in forti posizioni, protetta da bastimenti da guerra, da un bosco d'alto fusto foltissimo —
La seconda nostra brigata di fanteria, composta dal terzo e dal secondo battaglione, era destinata ad iniziare l'attacco. Essa caricò con tutta la bravura possibile — ma il numero dei nemici era soverchiamente superiore — ed i nostri coraggiosi militi dopo d'aver fatto dei prodigi di valore — furono obligati di ritirarsi, sostenuti dalla prima brigata, composta del 1º battaglione, della marina — e degli artiglieri senza cannoni.
Tremendo fu quel combattimento di fanteria nel bosco, ove il frastuono delle fucilate e dei rami infranti — tra densissimo fumo — somigliava ad infernale tempesta — Non meno di cinquecento d'ambo i lati fu la perdita tra morti, e feriti — I cadaveri dei valorosi Republicani, furon trovati sino sulla sponda del fiume — ove avevano impetuosamente bajonettatto il nemico — ma per sventura, senza risultato, e senza profito, fu tanta prodezza — poichè, soperchiata la 2ª brigata da forze molto superiori — ed obligata a ritirarsi, si sospese il conflitto.
Giunta la notte, il nemico potè liberamente ultimare il suo passaggio sulla sponda destra del Taquary —
Tra le brillanti qualità del generale Bento Gonçales, molti notavano il difetto d'irresolutezza — origine dei disastrosi successi delle sue operazioni — ed avrebbero creduto meglio: impegnando una brigata di fanteria sproporzionatamente debole a petto d'un nemico sì numeroso; cioè: uno contro sei almeno; che si avesse dovuto complettar l'attacco — lanciandovi la prima brigata, e quanta cavalleria armata di carabine, trovavasi nell'esercito nostro.
Io giudico nello stesso modo: che quando si sta iniziando un'attacco — vi si deve ponderatamente riflettere; ma una volta deciso — vi si deve impegnare ogni forza disponibile — sino alle ultime riserve — A meno, che non sia una ricognizione — cioè attaccare il nemico, fingendo d'impiegarvi tutte le forze — e quando riconosciuto, o riconosciute le sue posizioni, ed il suo numero — obligandolo di metterlo in evidenza — ripigliar allora le proprie posizioni — In tal caso da parte nostra — abbiamo eseguito una semplice ricognizione — bisogna però star sempre pronti a respingere un'attacco vero del nemico — Un attacco generale, poteva veramente darci una brillante vittoria — se facendo perder piede al nemico lo precipitavamo nel fiume — Egli certamente trovavasi in condizione di timore per l'atto d'esser da noi perseguito nella sua ritirata — e forse, non difettava di probabilità di riuscita — il lanciar tutte le forze all'assalto —