PAOLO.

Luciano stesso ha avuto cura di farci sapere il giorno e l'ora che gli fu consegnata. Ha scritto sotto a matita: Ricevuta oggi 20 giugno ore 11 antimeridiane. Si è ucciso prima di mezzogiorno.

MARIO.

Povero diavolo! Si vede che è stato un colpo di pazzia: quella scritta stessa lo dimostra.

PAOLO.

Capisci bene che non mi sono fermato lì. Ho aperto il plico. Ci ho trovate altre quattro lettere di Anna, tutte sullo stesso argomento e nello stesso tono. La prima è di tre anni fa. Sono poche parole: respinge a Luciano una lettera che questi le aveva scritto. Ho cercato questa lettera di Luciano—non c'è. L'avrà distrutta.—Teneva solo quelle di lei.—Poi c'è un bigliettino da Roma: sai che Anna l'inverno passato è stata un mese a Roma da sua madre. Bisogna dire che l'amico le fosse corso dietro. Anna non lo vuol vedere. Poi ce n'è una lunga che dev'essere di quando egli fu malato per quella caduta da cavallo.—È la sola lunga delle cinque…. scritta in termini affettuosi, ragionando e pregando; una stupenda lettera, buona, elevata: leggi, leggi.

MARIO.

No, no, no.

PAOLO.

Senti solo….