Che brutta cosa, n'è vero? Non è amorosa che dovevo dire... è galante. Andare nella casa di un ignoto, dove non c'è ricordi, che non ha intimità, donde si dovrà uscire di soppiatto, e che tradirà con altri il secreto dei nostri amori... è orribile. Non avrei dovuto accondiscendere e vi assicuro che per strada ero inquieto come per rimorso, ma quel Fabrizio è così insistente, così prepotente! Mi ci ha proprio tirato per i capelli: mi ha raccontato mille storie, che si trattava di una donna che egli ama da cinque anni, di un frutto maturo che non domandava che di cadere, insomma sapete bene, gli indiscreti trionfano sempre. Che avete?

LIVIA

Nulla. Perchè mi dite queste cose?

MARCELLO

Per farvi capire la paura che ho avuto. Pensate, se voi, Livia, la donna che io stimo sopra tutte al mondo, foste capitata qui in mezzo allo sconcio romanzo di quel libertino! Che idea vi sareste fatta di me? Ma ho saputo della vostra possibile venuta, quando già avevo accondisceso, e non avrei fatto più in tempo a rimediare. Allora sono corso da voi per prevenirvi... tardi anche questa volta. Come siete stata sollecita! Quanto ve ne ringrazio! Per fortuna quell'altra non è venuta. E avete incontrato Fabrizio? Che viso aveva? Che ha detto vedendovi? Chissà cosa ha pensato di voi?

LIVIA

Non me ne importa.

MARCELLO

Oh siete turbata, è inutile che vogliate negarlo... siete pallida...

LIVIA