Come sapevate di trovarmi qui? Me lo avete spiegato, ma non ho capito.
MARCELLO
È stata mia sorella, ve l'ho detto, mia sorella che ha scritto anche a me. Per questo mi premeva di vedervi; voglio essere io il primo a parlare, la confessione che dovete udire, voglio che venga da me, spontanea, non provocata... non guardatemi così, mi togliete il coraggio. Livia, Livia vi amo tanto, lasciatemi le vostre mani, non mi respingete. Già non vi giunge inaspettato quello che vi dico, è da un pezzo che dovete saperlo che vi amo, non osavo dirvelo per terrore di vedermi respinto, ma lo dicevano certo tutti gli atti della mia vita; dovevate sentirlo che non vivevo che per voi, che eravate il mio solo pensiero, che mi chiudevo in un'esistenza severa e solitaria per dedicare a voi sola tutte le ore della mia giornata, per rendermi degno di voi, per levarmi fino all'altezza in cui vi avevo collocata nel mio pensiero. È vero che lo sentivate? Rispondetemi.
(Livia si alza turbatissima e attraversa la scena).
Livia, Livia. Perchè vi allontanate? Come siete agitata! Oh non temete, se anche non foste a casa mia non sono uomo da dare in ismanie. Se il vostro silenzio significa che il mio amore non ha saputo giungere fino a voi...
LIVIA (involontariamente)
Oh... No!
MARCELLO
Ebbene ditemi una parola, non vi chiedo altro, una parola.
LIVIA