Non qui... non qui... Marcello... non qui!
MARCELLO
E perchè no? La mia casa è diventata così indegna di voi? Solo perchè l'ho conceduta ai piaceri di quel gaudente, essa è così profanata da non poter udire dalla vostra bocca una parola di speranza? Ma non è venuta quella donna, ma Fabrizio è partito... e fosse anche venuta essa non è della vostra specie, voi, così nobile, così pura, essa... una femmina volgare, una cercatrice di avventure galanti... Che c'è di comune con voi? Il suo contatto non vi contamina, voi purificate il luogo dove entrate come profumo d'incenso. Oh Livia, questa è la casa mia, la confidente dei miei dolori e delle mie speranze. La sera, dopo che vi ho lasciata, quando entro in casa, ancora tutto pieno della vostra immagine, rimango qui solo per delle ore, ripensando i nostri colloquii, e chiudo gli occhi e vi rivedo e risento la vostra voce, e respiro la fragranza che reco con me negli abiti dal vostro salotto.
Oh! questa stanza vi conosce come una vecchia amica, sa il vostro nome, me l'ha inteso ripetere tante volte! Guardate, ho qui il vostro ritratto. L'ho rubato a mia sorella... (apre il cassetto e ne toglie una fotografia) E questi versi... leggeteli...
LIVIA
Ah sono vostri questi versi?
MARCELLO
E di chi potrebbero essere? Li ho scritti ieri sera. Ero uscito per venire da voi, ma giunto al vostro portone vidi la carrozza che vi aspettava. Allora mi ricordai che andavate al ballo, fui tentato di salire a darvi la buona sera, ma il pensiero di vedervi in una toeletta che detesto mi trattenne. Me ne tornai coll'anima piena di tristezza e ho buttato giù quelle otto povere righe. Li avete letti?
LIVIA
Sì.