LAURA

Tutto questo idillio, che voi dipingete così bene, perchè non usufruttarlo per conto vostro?

NORDI

Ma ve l'ho già detto... il pericolo che l'idillio abbia a farsi omelia. D'altronde, una famiglia, io ce l'ho; un figliuolo; ho mio nipote. Un figliuolo sui venticinque anni. Posdomani io parto per Roma e lo troverò là ad aspettarmi, giovane, bello, elegante, protetto dalla mia esperienza, e troverò la mia stanza ben in assetto, e saremo sempre in due a tavola, e benchè io non abbia che qualche pelo grigio, pagherò i suoi debitucci come se fossi uno zio canuto. Ah! voi non lo conoscete mio nipote. È laureato da ingegnere e professa... consigliando alle signore il modo di adornare il proprio salotto. Non è ricco, ma io lo sono; ha un cuore grosso come la cupola di San Pietro e pieno di buoni propositi. Tutti gli anni mi promette di darsi sul serio al lavoro e va ad iscriversi nello studio di qualche celebrità, dove il principale che lo incontra sovente nel mondo gli usa mille cortesie e gli dà a leggere i giornali. Una cosa sola mi pesa a rimanere scapolo, ed è il pensiero che risalendo in linea retta nella mia famiglia, non trovo nessuno de' miei padri che me ne abbia dato l'esempio.

LAURA

Tutti i vostri argomenti reggono per me pure. Se voi foste capace di credere all'amicizia fra donne...

NORDI

Sì, quella signora con cui passate le sere a Torino...

LAURA

Quella... siamo cresciute insieme, ci vogliam bene come due sorelle, suo marito è un brav'uomo, i suoi ragazzi mi chiamano zia. La sera Grandi mi viene a pigliare e mi riconduce; in casa sua convengono due o tre uomini di garbo, i quali non giuocano e non ci fanno la corte, si parla sul serio come facciamo voi ed io... e poi... venite a provare e ve ne farete persuaso.