—Manderemo un espresso.

—Abbiamo combinato delle escursioni sul Gran Paradiso.

—Ebbene, stasera parlerò io col Re; lei domattina s'alzi all'ora che vorrebbe partire, troverà il Re in piedi, e sentirà da lui quello che gli conviene di fare.

La mattina, come Vittorio Emanuele lo vide sbucare dalla tenda, gli disse:

—Dunque lei ne ha abbastanza della mia compagnia?

—Oh! ma...

—Lo so, lo so, vada pure, è giusto. Suo padre l'aspetta. Dica a suo padre che oggi andrò ad ammazzare lo stambecco e che glielo manderò domani. Ho dato ordine che le sia preparata una cavalcatura. E mi venga a trovare quest'altr'anno; capiti qui quando saprà che ci sono e mi farà piacere.

[pg!280] Il cavallo era sellato e aspettava. Il Re aggiunse in tono grave:

—Venga qui—e lo prese per le due mani—lei è giovane e ha voglia di studiare. Seguiti sa, perchè il mondo è di chi se lo piglia, specialmente ai giorni nostri.

E gli tenne un gran discorso paterno, buono e fortificante; poi, dopo una pausa: