ETTORE.
Meglio così. Allora tutto è più facile. Voglio dargli moglie.
EMMA.
Ah!
ETTORE.
Sì. Bisogna finirla con questa vitaccia di espedienti. Non ci siamo nati. Gli ho trovato un partito conveniente sotto ogni aspetto. Una ragazza, giovane, anche bella, allevata modestamente, 200,000 lire lì sulla tavola, senza contare le speranze. Figlia unica. Fabrizio mi farà delle difficoltà, me ne ha già fatte; ma deve finire per accettare: è assolutamente necessario. E si deve far presto. Io non ho tempo di aspettare. Bisogna che tutti quelli che possono agire su di lui, mi vengano in aiuto. Quando ho cercato di parlargliene egli ha troncato il discorso bruscamente, brutalmente, perchè ha preso un tono con me! Ora devo dare una risposta definitiva da cui dipendono molte cose, molte cose gravi…. perdoni se parlo così vibrato, ma glie l'ho detto in principio. Sono un poco agitato. Sono sicuro che lei mi aiuterà a persuaderlo. È necessario.
EMMA da sè.
Ah!
ETTORE.
Perchè, vede—caso mai—tutti questi amori mancini vanno a finire scioccamente e non conchiudono. Da principio tutto riesce…. l'amore, la poesia, le promesse! Si va guardinghi, nessuno scoprirà mai, e un bel giorno tutto si scopre, e allora l'amore bisogna bene che finisca e la poesia e le promesse. Ci sono delle altre promesse che tengono, quelle sancite dalla legge. E intanto l'occasione buona se n'è andata e non torna più, e si rimane colla vita sciupata, collo scorno di una caduta inabile, peggio che quello di una cattiva azione. La gente non vi aiuta più, e vi si accusa di ingratitudine…. bisogna ricominciare la vita con più anni e meno risorse. Ecco tutto!