FABRIZIO.
No. Mio padre vede così facilmente il male. È così corrotto!
EMMA.
Che ci ha indovinati!
FABRIZIO.
Per carità non perdiamoci. Dobbiamo farci coraggio, per fingere fino a stasera. Non posso partire senza veder Giulio. Ci troveremo tutti e due nella sua presenza. Egli vorrà dissuadermi. Bisognerà sapere essere forti e fingere. Per lui! per lui! L'unico bene che possiamo fargli è d'ingannarlo.
EMMA.
Non sapremo—siamo vili.—È l'ultima ombra di nobiltà che ci resta.—Ma l'avevamo preveduto eh? Almeno l'avevamo preveduto. Non si può dire che non avessimo coscienza di tutto.
FABRIZIO.
No.—Chi lo sa come si comincia? È un veleno così sottile, così subdolo! Chi lo avverte da principio? Ha tanti nomi! È pietà, è rispetto, è fede! Chi lo teme? Non è che un ardore di bene. Si appiglia a tutte le facoltà buone e forti dell'animo e le esalta per stancarle. Quando avvertiamo l'insidia, è padrone di noi.