SCENA III.

Ugo e Gerberto.

Ugo.

Vecchio, per vincer quell'acerbo

Animo, per piegarlo all'amore, io darei

Il mio nome, le mie balde speranze, i miei

Venti anni, i miei castelli dalle torri merlate,

I miei speroni d'oro e le armi immacolate,

Il mio ricco forziere, le mie caccie, i miei balli,