Questo povero onesto presente ha il grave torto

Di non essere ancora sotterrato.... nè morto

E noi ci adoperiamo coi piedi e colle mani

A ucciderlo quest'oggi.... per cantarlo domani.

È vecchia usanza: ai grandi che or vi ho nominati

Si oppose un dì il fulgore degli ingegni passati

E forse ai nostri figli un giorno si opporrà

Il senno e la grandezza dell'odïerna età.

La memoria è una fata che coi suoi filtri arcani

Fa più belli gli oggetti quanto più son lontani.