Il nome, la zimarra, la maschera ed il pelo,

Non le virtù, nè i vizii, nè la persona. Al cielo

Mi levasti più volte, o pubblico sagace,

Scambiandomi con altri. Ieri ancor, con tua pace

T'ebbi e t'avrò domani plaudente spettatore

Di mie smanie barbogie, del mio avaro furore

Paterno, di mia lunga tremula tabaccata.

E già ti parvi, e certo ti parrò, di covata

Recente, e avesti e avrai per novo il mio sembiante.

Perchè, vedi, tu suoli, o pubblico costante,