Mutar gusto ogni giorno, ma gli autor te la fanno

E come avviene al povero che ha rivoltato il panno

Del logoro pastrano e per nuovo lo spaccia,

Essi mi mutan nome, mi imbellettan la faccia

Con diversi colori, mi fan magro o paffuto,

Mi vestono alla foggia del giorno, e chi n'ha avuto

Ne ha avuto, io sembro un altro e son sempre lo stesso.

Così un pollo coriaceo che resistette allesso

Ai morsi laceranti d'affamato avventore,

Venti volte ritorna al banco del trattore,