Nell'età dei sorrisi, dei baci, degl'incanti.
Non conobbi che l'ire, non conobbi che i pianti.
Io non avevo un nome che, per sacro legato,
Dovessi far più illustre o serbare onorato;
Io non aveva un padre che, premio al mio valore,
Baciasse in sulla fronte il giovin vincitore.
Di ritorno dal campo, triste conforto m'era
La venale larghezza d'una soglia straniera.
Quanto le glorie illustri di tanti avi ti fenno,
Guadagnarlo dovetti coll'opera e col senno;