Io non muovevo palpebra, quantunque nelle vene

Mi serpeggiasse il freddo; ma, sia pigrizia o grillo,

Sopportavo quei brividi, pure di star tranquillo.

La stanza parea enorme, tanto era vuota e bruna —

Di tratto in tratto, a sbalzi, una mosca importuna

Borbottava per l'aria misterïosi metri,

Poi dava scioccamente della testa nei vetri.

Le tende alla finestra frusciavano inquïete....

Racconto queste cose perchè, se nol sapete,

Noi poeti, sovente, non siam noi che scriviamo;