Invece del monotono ritmo della preghiera,
Mormoravo parole febbrili ed interrotte,
Chiedendo al ciel benigno un raggio alla mia notte!
Se tu sapessi come dietro le vetrïate
Passavan lunghe e fredde le vedove giornate!
Se vedevo una donna con in braccio un bambino,
Se mi giungean le note di un nuzïal festino,
Guardavo alle mie vesti, ai monili, alle anella,
E mi sentivo povera, più che un'umile ancella.
Sentivo qui nel core uno sgomento arcano,