E nel paterno affetto mi rifugiavo invano.

Venner marchesi e conti a cercarmi in isposa,

Ma tutti li respinsi per ripugnanza ascosa.

Tu giungesti, Fernando, tu che sei forte e bello,

E una voce nell'anima mi gridò tosto: è quello.

Fernando.

La tua mano, Iolanda. Mano bianca e sottile,

Non avrai tu la sorte di un umil paggio a vile?

Iolanda.

È il destin che ci unisce nella sapienza sua;