[14]. Vedi Memorie citate, pag. 10.
[15]. Queste parole le traduciamo dalle Mémoires de Garibaldi, di A. Dumas padre (Paris, Levy, 1862), le quali devono tenersi, come dicemmo nella Prefazione, un ampliamento del testo primitivo e originale, ornato poi dalla fantasia del Traduttore.
[16]. E non Giovanni, come dice il Dumas; e non Giaume, come scrive l’Elpis Melena.
[17]. Memorie edite dal Carrano, pag. 12.
[18]. Vedi Memorie citate, pag. 14.
[19]. A Enrico Guastalla, suo soldato da Roma a Bezzecca.
[20]. Memorie edite dal Carrano, pag. 14.
[21]. Diciamo altrove, cioè nel Garibaldi’s Denkwürdigkeiten, di Elpis Melena (pag. 17); mentre il testo Carrano non accenna a questo episodio. Il Dumas poi vi ricama sopra uno de’ suoi soliti romanzi; immagina favolosi combattimenti, e mette in bocca a Garibaldi parole che non ha mai proferite.
[22]. L’Elpis Melena, nelle Memorie già citate, dice Trovaigo, ma deve essere errore di scrittura o di stampa. Il Carrano, che riproduce esattamente le Memorie originali, dice Sauvaigo. E Dumas lo segue.
[23]. Di queste parole restò memoria viva fra i vecchi conoscenti ed amici di casa Garibaldi, e ce le riferì un egregio Nizzardo, che volle favorirmi, con questa, molte altre notizie circa il suo celebre concittadino e la sua famiglia.