«Per dare ai prodi nostri compagni d’arme, che s’immortalarono nei campi di Sant’Antonio, una rilevante prova della stima in cui si tiene l’esercito, del quale hanno illustrato la gloria in quel memorabile combattimento, il comandante delle armi dispone:
1º Il giorno 15 del corrente, giorno segnalato dall’Autorità per consegnare alla Legione italiana la copia del Decreto che precede, vi sarà una grande parata della guarnigione, che si schiererà, ad eccezione della Legione italiana, nella strada del Menado, appoggiando la diritta nella piazzetta della medesima, e nell’ordine che indicherà lo Stato Maggiore.
2º La Legione italiana si schiererà nella Plaza de la Costitucion, dando le spalle alla Cattedrale, ed ivi riceverà la copia suddetta, che le sarà consegnata da una Deputazione presieduta dal signor colonnello Francesco Vajes, e composta di un capo, un ufiziale, un sergente e un soldato di ogni corpo.
3º Incorporata la Deputazione ai corpi rispettivi, la guarnigione si dirigerà alla piazza indicata, sfilando in colonna di onore davanti alla Legione italiana; e in questo mentre i capi dei corpi saluteranno, con Evviva la Patria, il generale Garibaldi e i suoi prodi compagni.
4º Le schiere dovranno essere allineate alle 10 della mattina.
5º Verranno consegnate copie autentiche di quest’Ordine generale alla Legione italiana e al signor generale Garibaldi.
Pacheco J. Obes.»
[86]. Lo togliamo dal Cuneo, che dice avere in suo potere l’autografo. Egli aggiunge poi con la nota:
«Queste parole dell’Ammiraglio francese non possono far allusione che alle ripetute calunnie a carico degl’Italiani apparse ne’ giornali francesi intorno all’occupazione della Colonia, e specialmente ad articoli pubblicati nella Presse, generalmente attribuiti al signor Page, comandante del brigantino Ducoëidic, il quale trovavasi dinanzi alla Colonia all’epoca dell’occupazione suddetta, e traeva coi cannoni sugl’Italiani sbarcati, in luogo di mitragliare i nemici. Il signor Page è tenuto nel Rio della Plata come interessato partigiano di Rosas. Era ministro di Francia in Montevideo il barone Deffandis.» — Cuneo, Biografia di Giuseppe Garibaldi. Genova, Regia tip. Ferrando, pag. 35.
[87]. Anche un uffiziale del D’Assaz, brigantino da guerra francese, confermava col racconto di fatti particolari le maraviglie destate dal fatto prodigioso.