[166]. Amigo è quasi un intercalare nel discorso domestico di Garibaldi; ricordo della lingua spagnuola. L’aneddoto l’avemmo dal generale Sacchi, che fu anche, se la memoria non ci fallisce, colui che interrogò Garibaldi.
[167]. Felice Orrigoni di Varese, patriotta, soldato, marinaio, milite negli ultimi anni della Legione italiana, combattente a Roma nel 1849 ed in Valtellina; partito per la Sicilia colla spedizione Medici; capitano di corvetta del Dittatore; simpatica e onesta figura di patriotta.
[168]. Poche e sommarie rispetto alla materia e al desiderio nostro, ma pure inedite in gran parte e crediamo tutte nuove e interessanti. Le togliemmo parte da altre lettere del Bonnet, parte dall’opuscolo: Da Prato a Porto Venere, ossia Un episodio della vita del generale Giuseppe Garibaldi, narrato al Popolo dal dottor Ricciardo Ricciardi. Grosseto, 1873.
[169]. Parlamento subalpino. Tornata 10 settembre 1849.
[170]. Commemorazione di A. La Marmora, pag. 25. Firenze, G. Barbèra, edit., 1879.
[171]. Garibaldi accettò la pensione per la madre e la rifiutò per sè. Nelle Lettere ad Antonio Panizzi (G. Barbèra, edit., 1880) se ne legge una di Massimo D’Azeglio del 25 luglio 1864, la quale dice: «Io ho sempre amato ed ammirato Garibaldi. Quando fu rotto a Cesenatico, trattavo la pace coll’Austria e incaricai i Plenipotenziari di salvarlo potendo. Poi gli feci dare una pensione che accettò per la madre e rifiutò per sè.» (Pag. 479.) Ora come mai il La Marmora dimenticò questo particolare, che il D’Azeglio, allora Presidente del Consiglio de’ Ministri, così bene ricorda?
[172]. Alfred de Reumont, Appunti alla Storia d’Italia, pag. 205. Berlino, 1855.
[173]. Dai frammenti di manoscritti datimi da G. Basso.
[174]. Tutte queste notizie intorno ai viaggi di Garibaldi dall’America alla Cina e di là in Italia, le raccogliemmo da una lunga lettera di Giovanni Basso, uno de’ marinai della Carmen e del Commonwealth; e d’allora in poi amico, segretario, soldato, intimo per trent’anni di Garibaldi.
[175]. In una specie di Bilancio scritto tutto di suo pugno da Garibaldi, troviamo, che dall’America potè riscuotere 25,000 lire e che 35,000 le ereditò dal fratello Felice. Udimmo noi stessi dire più volte, che quando comperò la Caprera poteva avere di suo circa 60,000 lire.