Alludono poi così alla morte del fratello, come a’ suoi viaggi a Nizza ed a Genova, le seguenti due lettere a quel Felice Orrigoni che accompagnò Anita Garibaldi da Nizza a Roma:

«Nizza, 31 ottobre 1855.

»Caro Orrigoni,

»Ho inteso con piacere il tuo felice ritorno e mi rincresce della perdita dell’aspettato vapore. T’invio un ordine per il signor Mangiapan acciò ti rimetta l’incarico del Salvatore, e ti prego di liquidare in luogo mio la differenza insorta tra il suddetto e l’equipaggio.

»Io non potrò recarmi a Genova sennonchè tra alcuni giorni, avendo qui mio fratello moribondo, che non posso lasciare.

»Tuo G. Garibaldi.»


«Nizza, 29 novembre 1855.

»Caro Orrigoni,

»Ho la tua del 27: sono contento della vertenza Mangiapan ed equipaggio. Partirò per Genova lunedì, benchè sono persuaso che il Salvatore non abbisogna di me essendo tu a bordo. — Comunque sia, se fa mestieri starò in Genova; ma se si dovesse rimanere lungo tempo nell’ozio, penso di far una passeggiata in Sardegna a veder come stanno le beccaccie.