E dopo le Memorie autobiografiche edite, vengono in ordine di cronologia e d’importanza:
La Biografia di Giuseppe Garibaldi compilata da G. B. Cuneo, Genova, R. Tipografia Ferrando di proprietà Martini (senza data di stampa); libretto di sole ottantaquattro pagine, ma prezioso di particolari, specie sulle gesta dell’eroe nell’Uruguay, e che essendo scritto da uno de’ più antichi e fidi amici di Garibaldi, dimorante con lui a Montevideo nei giorni stessi della memorabile guerra contro l’Argentina, è degno della massima fede.
Montévideo, ou une nouvelle Troie par Alexandre Dumas, Paris, Imprimerie Centrale de Napoléon Caix et fils, 1850; libro che sebben porti un nome alquanto sospetto all’esattezza storica, pure ha il valore indiscutibile d’essere fondato sopra molti documenti uruguajani citati nel testo; compilato sulla più grossa istoria del Wright, Le Siége de Montévideo, e in gran parte o dettato o riveduto dallo stesso generale Pacheco y Obes, ministro della guerra e capo della difesa di Montevideo, durante l’assedio, e autore a sua volta della
Réponse aux détracteurs de Montévideo, Paris, 1849; opuscolo ricco di documenti ufficiali e di testimonianze gloriosissime, onorevolissime al condottiero italiano; raccolte poi nella Lettera di G. B. Cuneo al Corriere Livornese del gennaio 1847; e nei Documenti intorno a Garibaldi e la Legione italiana a Montevideo, pubblicati per cura del colonnello E. De Laugier, Firenze, Tip. Fumagalli, 1846.
Infine, tacendo per ora di altri opuscoli e giornali sulle vicende di quel periodo, che più tardi a suo luogo si troveranno, la
Reseña Historica Estadistica y Descriptiva con Tradiciones orales de las Repúblicas Argentina y Oriental del Uruguay desde el descubrimiento del Rio de la Plata, hasta el año de 1876, por Florencio Escadro, Montevideo, Imprenta de la Tribuna, Calle 25 de mayo, 124, 1876, dove si trova più d’un capitolo dedicato alle prodezze del nostro Eroe.
E passando con lui in Italia:
L’Écho des Alpes Maritimes; La Concordia di Torino; L’Italia del Popolo e Il 22 Marzo di Milano, tutti giornali del 1848 che abbondano, quali più, quali meno, di particolari e aneddoti sul ritorno di Garibaldi in patria.
La Italia, Storia di due anni (1848-1849) di C. Augusto Vecchi, Torino, Tip. Scolastica di Sebastiano Franco e figlio, 1856, 2ª edizione; libro in cui Garibaldi campeggia, e scritto dall’autore con candidissima fede; ma, tranne che nei fatti di cui il Vecchi fu testimonio, o nelle parti documentate, da accettarsi con qualche cautela.
La Storia dell’Intervento francese in Roma nel 1849, del colonnello Federico Torre, Torino, Tip. del Progresso, 1851; La Repubblica Romana del 1849, di G. Beghelli, Lodi, Società Cooperativo-Tipografica, 1874; L’Assedio di Roma, di F. D. Guerrazzi, Livorno, Tip. A. B. Zecchini, 1864; variamente pregevoli, ma soltanto nelle pagine documentate, o avvalorate da testimonianze oculari, fondamenti di storia.