»Quelli stessi che piegarono un momento davanti ai soldati agguerriti e numerosi di Buonaparte, ma piegarono colla fronte rivolta al nemico, ma col giuramento di tornare alla pugna, e con quello di non lasciare ai loro figli altro legato, altra eredità che quella dell’odio all’oppressore ed ai vili!

»Sì, questi miei compagni combattevano fuori delle vostre mura, accanto a Manara, Melara, Masina, Daverio, Peralta, Panizzi, Ramorino, Mameli, Montaldi, e tanti vostri prodi che dormono presso alle vostre catacombe, ed ai quali voi stessi deste sepoltura, perchè feriti per davanti.

»I vostri nemici sono astuti e potenti, ma noi marciamo sulla terra degli Scevola, degli Orazii e dei Ferrucci; la nostra causa è la causa di tutti gl’Italiani. Il nostro grido di guerra è lo stesso che risuonò a Varese ed a Como: Italia e Vittorio Emanuele! e voi sapete che con noi, caduti o vincenti, sarà illeso l’onore italiano.

»G. Garibaldi

»Generale romano promosso da un Governo
eletto dal suffragio universale.»

Le Istruzioni, ignorate sino ad ora e che per la prima volta si pubblicano, aggiungevano:[38]

Istruzioni al comandante Zambianchi.

«1º Il comandante Zambianchi invaderà il territorio pontificio colle forze ai suoi ordini, ostilizzando le truppe straniere mercenarie di quel Governo antinazionale con tutti i mezzi possibili.

»2º Egli susciterà all’insurrezione tutte quelle schiave popolazioni contro l’immorale Governo, e procurerà ogni modo per attrarre con lui tutti i soldati italiani che si trovano al servizio del Papa.

»3º Egli, campione della causa santa italiana, reprimerà qualunque atto di vandalismo col maggior rigore, e procurerà di farsi amare dalle popolazioni.