Oltre a ciò, spiando Garibaldi nella sera del 10 le mosse dei legni borbonici, li aveva veduti incamminarsi placidamente verso scirocco e levante, sicchè n’aveva argomentato che, quand’anche al suo uscire dall’Arcipelago delle Egadi fosse stato subito scoperto, egli si trovava però sempre assai più vicino a Marsala che gli incrociatori, quindi nella possibilità di afferrarvi molto prima che al nemico fosse bastato il tempo di traversargli il passo.

Tutto ciò ben ponderato e considerato, le navi corrono per la rotta indicata; scivolano tra Marettimo e Favignana, e girato il Capo della Provvidenza, mai come in quell’istante meritevole del suo nome, ecco apparire dalla cima dell’Erice alla punta del Lilibeo tutta la costa siciliana, e tra breve, entro una cerchia di mura merlate le bianche case di Marsala, il Porto d’Alì.[44]

Se non che quasi nel punto medesimo emersero alla vista, ancorate innanzi a Marsala stessa, due grosse navi. Erano, senza tema d’inganno, navi da guerra; ma di qual bandiera, con quali propositi? Un gran silenzio si fa a bordo. Tutti gli occhi son fissi sui due legni sospetti; il dubbio d’essere incapati nella crociera nemica accende la fantasia de’ più inesperti, e fa battere i cuori de’ più intrepidi; sullo stesso volto di Garibaldi passa una nube. Quando uno schooner inglese, che veniva facendo la rotta opposta al nostro naviglio, risponde al capitano Castiglia, che l’aveva interrogato, nella lingua sua: They are two vassel of the british squadron. — «Son due legni della squadra britannica.» — Un respiro allarga tutti i petti: le macchine sono spinte a tutta forza; l’onda fugge sotto le rapide ruote; l’ambito lido si disegna: crebrescunt optatæ aures portusque potescit; giù verso scirocco tre incrociatori nemici, richiamati dai telegrafi ottici della costa, rimontano col massimo della loro velocità verso i legni ribelli, ma è ormai troppo tardi: il Piemonte, già sorpassata la punta del molo, infila il porto; il Lombardo, sforzando la vaporiera fin ad investire la costa, lo segue a breve tratto; e al tocco dell’11 maggio 1860, i novelli Argonauti afferrano gloriosamente la lor Colchide agognata.

Nè l’opera dello sbarco fu tardata un istante: numerose barche, quali prese a forza,[45] quali volontarie, s’affollano intorno alle due navi, e prima ancora che i legni nemici, sempre accorrenti a tutto vapore, sian giunti a tiro de’ loro cannoni, il grosso della truppa, delle armi, delle provvigioni è già trasportato a terra. Anche gli incrociatori però ebbero tempo di sopraggiungere, e lo Stromboli, lasciata la Partenope che si trascinava al rimorchio, per nulla impedito, come fu novellato,[46] dai legni inglesi, rimastisi neutrali, veniva a postarsi traverso, cominciando tosto a fulminare l’acqua, i bastimenti, le barche, la rada, il molo, di furiose e disordinate bordate.

Vano rumore! Spreco impotente di polvere e di ferro! Ogni colpo, fosse la fretta, l’imperizia o la trepidazione de’ tiratori, muore nell’acqua o passa innocuo per l’aria, e le Camicie rosse sfilano in perfetta ordinanza fino alla città, salutando di viva, di motteggi, di risate la vana mitraglia.

La prima prova era vinta. Otto secoli prima,[47] i Normanni di Ruggiero sbarcavano in Sicilia a fondarvi sullo sfacelo della dominazione mussulmana una monarchia cristiana, ma feudale; ora altri Normanni guidati da un eroe, non men famoso del nipote di Tancredi, scendevano nella medesima Isola non più conquistatori, ma liberatori, a fondarvi una monarchia civile e redentrice, pietra angolare dell’Unità d’Italia.

XIV.

«Siciliani!

»Io vi ho guidato una schiera di prodi accorsi all’eroico grido della Sicilia — resto delle battaglie lombarde. — Noi siamo con voi — e noi non chiediamo altro che la liberazione della vostra terra. — Tutti uniti, l’opera sarà facile e breve. — All’armi dunque; chi non impugna un’arma, è un codardo o un traditore della patria. Non vale il pretesto della mancanza d’armi. Noi avremo fucili, ma per ora un’arma qualunque ci basta, impugnata dalla destra d’un valoroso. I Municipi provvederanno ai bimbi, alle donne ed ai vecchi derelitti. — All’armi tutti! La Sicilia insegnerà ancora una volta come si libera un paese dagli oppressori, colla potente volontà d’un popolo unito.

»G. Garibaldi.»