[239]. Ecco la lettera del Console e la risposta del Generale:

«Al Generale Garibaldi, Spezia (Italia).

»Vienna, 1º settembre 1862.

»Generale,

»Essendovi riuscito impossibile il compiere per ora la grand’opera patriottica che avevate intrapreso nell’interesse della vostra patria diletta, mi prendo la libertà d’indirizzarvi la presente per sapere se non entrasse nei vostri disegni di offrirci il vostro valoroso braccio nella lotta che sosteniamo per la libertà e unità della nostra gran repubblica.

»Il combattimento che sosteniamo non interessa noi soli, ma interessa tutto il mondo civile.

»La gloria e l’entusiasmo con cui sareste accolto nella nostra patria, ove avete passata una parte della vostra vita, sarebbero immensi, e la vostra missione che sarebbe quella d’indurre i nostri bravi soldati a combattere per lo stesso principio al quale avete consacrato nobilmente tutta la vostra esistenza, sarebbe pienamente conforme alle vostre intenzioni.

»Mi stimerei fortunatissimo, o Generale, se potessi ricevere da voi una risposta.

»Ho l’onore di essere, ec.

»Canisius
»Console degli Stati-Uniti d’America.»