»Avevo commesso l’errore di non marciare appena scoperta la truppa — non dovevo più marciare alla vista di essa. Ciò sarebbe stata una fuga — e poca voglia v’era di fuggire.

»Dimodochè noi contemplammo tranquillamente il celere avvicinarsi de’ soldati italiani — i quali giunsero al passo di trotto sulla collina che fronteggiava la nostra al di là del torrente — stendersi in linea e cominciare un fuoco d’inferno. Fu cosa d’un momento. Io passeggiavo al fronte delle nostre catene — e certo addolorato dalla piega che prendevano le cose — massime che udivo sulla destra — essere stato risposto continuatamente alle fucilate degli assalitori — continuavo colla raccomandazione di non far fuoco — ed i miei aiutanti percorrendo la linea raccomandavano lo stesso — ed ordinavo alle trombe di comandare il cessare il fuoco.

»Io fui ferito al principio della fucilata — ed accompagnato all’orlo del bosco — ove fui obbligato di sedermi — rimasi quasi nell’impossibilità di più poter distinguere ciò che succedeva sulla linea. Ove avessimo avuto da fare con dei nemici — la cosa andava certo diversamente. Avrei potuto collocare, coperte dalle prime piante, le nostre catene dei bersaglieri e con loro potevo rimanere io stesso. Lasciare avanzare la truppa al di qua del torrente — e dopo d’averla fucilata a bruciapelo — caricarla di fronte — col vantaggio dell’altura, e di fianco sulla sua destra spingendovi, collo stesso vantaggio, le compagnie che si trovavano a crocchietto nella nostra sinistra. Tutto ciò poteva operarsi molto prima che le compagnie de’ bersaglieri che marciavano per il bosco per fiancheggiarci sulla nostra sinistra potessero comparire e prender parte alla pugna.

»Io non ho mai dubitato che per valorosi che fossero i soldati che avevamo di fronte — essi non potevano mancare d’essere sbaragliati.

»Io ho fatto gli elogi del colonnello Pallavicini — e sono oggi della stessa opinione. In primo luogo — noi potevamo cadere in peggiori mani. In secondo, egli eseguiva gli ordini che aveva, con valore e risoluzione. Ciò nonostante — ripeto — se nemici dell’Italia noi avessimo avuto in faccia da combattere — l’Italia in quel giorno contava una splendida vittoria di più.

»Già dissi in un altro luogo che alcuni picciotti dell’ala destra avevano risposto al fuoco della truppa. Io ciò aveva veduto nel momento in cui fui ferito. Ma ciò che non vidi — e seppi dopo — fu che li stessi picciotti e Menotti nel centro — avevano eseguito una scarica.[236]

»È positivo però che da tutte le parti della linea dal centro alla sinistra — ove si trovavano in maggioranza i veterani di tutte le pugne — dei volontari italiani, e che più immediati erano alla posizione da me occupata — nessuno si mosse nè fece fuoco.

»Seduto — attorniato da’ miei prodi fratelli d’armi — io ebbi la prima medicatura al mio piede destro — alla coscia sinistra un’altra palla mi aveva contuso, ma fu poca cosa.

»Frattanto giungevano alcuni della truppa — e tra essi varii di coloro che con me avevano servito nei tempi passati — e vidi il cordoglio sulla fisonomia di tutti — meno alcuni giovani ufficiali dell’esercito — che senza dubbio — nuovi nei combattimenti credevano di aver riportato una strepitosa vittoria. Io ebbi ad incomodarmi con alcuni di questi pei spropositi loro — ma fu cosa di momento.[237]

»Giungendo la truppa sulla linea nostra — e non sapendo di me — molti de’ nostri si ritiravano per il bosco — dimodochè si rimase in pochi e ciò accelerò il disarmo della gente.