»Avrei molti motivi da anteporre[234] a mio favore: per esempio — la distribuzione dei viveri ch’erano giunti, e che stavano per giungere. Veramente mentre io vedeva giù la truppa avanzare alla nostra volta, delle file di donne e d’uomini si scorgevano in lontananza carichi di provvigioni per noi.
»Non è questo sufficiente motivo perchè la gente qualche cosa aveva mangiato — e si poteva fare almeno una piccola marcia sino a Santa Eufemia — distante due ore — ed ove la popolazione con varie deputazioni mi aveva caldamente invitato. Oppure marciare io, con parte della gente a Santa Eufemia, e mandare il generale Corrao in altra direzione. Avrei potuto ancora frazionare di più la gente. Tutte queste misure che potevano almeno momentaneamente allontanare la catastrofe io avevo nella mente di eseguire, ma ciò doveva essere eseguito colla celerità che mi aveva servito in tante occasioni. E non lo feci.
»Un altro motivo era quello di aspettare la gente nostra che marciava ancora, e che poteva giungere da un momento all’altro. Motivo anche questo insufficiente poichè chi non s’era riunito a quell’ora, o aveva poca voglia di riunirsi, od era stato arrestato — od era traviato, e si sarebbe riunito in altri luoghi.
»Infine un po’ d’irresoluzione da parte mia — posso dire insolita — fu per gran parte colpa di quanto avvenne. Ora devo confessare che quando vidi la forza (e certo nessuno la scoprì prima di me) alla distanza di circa tre miglia che marciava su di noi con sollecitudine, non mi passò nemmeno per idea la ritirata — quando fosse stata quella forza doppia di quello che era.
»Solamente ordinai al Capo di Stato Maggiore di rettificare la linea occupata dai nostri — e prendere alcune convenienti posizioni. La foresta d’Aspromonte formava nella posizione in cui ci trovammo un contrafforte di piante che s’avanzava verso la pianura. A ponente del contrafforte il bosco si limitava, in linea retta scendendo dal monte, verso la pianura, ed al di fuori del bosco verso ponente pure, il colle era privo d’alte piante e ricoperto di felce — formando un piano interrotto e convesso che terminava alla nostra destra nella pianura ed al fronte nostro nel letto di un torrente.
»Io avevo fatto formare la nostra linea sull’alto del bosco, la sinistra al Monte ove mi collocai io stesso per esser la parte più alta ed ove appoggiavano la loro sinistra alcuni dei battaglioni del corpo di Menotti.
»Menotti essendo alla destra del suo corpo si trovava al centro.
»La destra comandata dal generale Corrao si stendeva oltre l’estremità.
»Avevo ordinato che si schierassero alcune catene al fronte della linea, e che il resto fosse tenuto in colonna nei vuoti che si trovavano nella linea del bosco. Due compagnie furono staccate a crocchietto[235] sulla nostra sinistra formando una perpendicolare colla nostra linea e colla direzione del torrente che dominavano. Una terza compagnia fu inviata pure sulla nostra sinistra ad occupare un’eminenza che dominava tutta la linea — ed ove si temeva che verrebbero a comparire alcune compagnie di bersaglieri — che staccati dalla truppa minacciavano di fiancheggiarci.
»Ho già detto: che alla vista della truppa non mi sarei ritirato ancorchè avessi saputo che ci succederebbe peggio di quanto ci successe.