VII.

Leviamoci da cotesto fango. Parliamo all'Italia, parliamo alla gioventù che fremeva e freme e nella quale stanno riposte le più care speranze italiane. Confortiamo nei pensieri dell'avvenire, e nella coscienza d'aver parlato utilmente alla patria, l'anima stanca d'errare tra le rovine d'un passato doloroso, con un ufficio che non concede di scrivere una sillaba senza gemito. Ora il nostro ufficio è compiuto. Stendiamo una pagina di dimenticanza tra il passato e noi. Noi l'avremmo stesa assai prima, se non corresse debito incancellabile a ogni uomo che ama la patria anzi ogni altra cosa, di segnare i precipizî ove caddero i primi, perchè non vi rovinino i secondi; e di esercitare tutta la severità del giudicio sovra gli uomini che assumono la direzione della cosa pubblica, onde astringerli a dritto sentiero.

Giovani miei concittadini! Se in voi è proposito deliberato e tenace di risurrezione, la voce del giovine come voi, che si sente acceso delle stesse vostre passioni, che v'ama come la speranza del secolo, che intravvede un avvenire di gloria per voi, che veglia questo vostro avvenire, quest'aurora della vostra emancipazione, coll'affetto d'una madre all'infante, che sente balzarsi il core d'una gioja insolita ogni qual volta intende un bel fatto vostro, che non vive se non in un concetto vostro tutto, che darebbe la vita per accrescervi lode, che la darà quando sorgerà il gran momento—la sua parola nulla per sè, fiacca, debole e impotente ad esprimere le passioni generose che gli fremono dentro, dovrebbe pure infiammarvi ad oprare! Non vi avvilite, perchè i primi tentativi fallirono: nulla è perduto, se il coraggio non è perduto. Ponete una mano sul cuore: lo sentirete battere di potenza. Siate dunque potenti.—Vogliate, e farete. Rannodatevi a noi; riconcentratevi alla bandiera che noi inalziamo: essa è vostra questa bandiera; e se noi l'inalziamo primi, non è che un beneficio—il solo beneficio—che ci concede l'esilio. Rannodatevi a noi, finchè il caso ci dà di bandire l'espressione del concetto, che vi si agita nel petto: poi quando voi saluterete il momento che vi schiuderà la via delle azioni, allora sorgete e calpestatela: inalzatene una più bella e più vasta e calpestate la nostra—calpestatela, perchè avete un grado di progresso a salire; perchè noi non siamo tristi, ma voi avete ad essere migliori; perchè infine ne abbiam bisogno a smentire le accuse che forse ci movono, a provare che noi non aspiravamo a cosa alcuna individuale.—Ora i nostri ammaestramenti possono esservi utili: l'unità di principî e di direzione può esservi necessaria. Allora, l'unità sarà ben altrimenti potente: allora dovrete farla sorgere voi. Guarderete d'intorno a voi e nei nostri ranghi: gli eletti di Dio alla rigenerazione vi si riveleranno nell'attrito delle circostanze e dei casi. Dove scorgerete religione di pochi ma fecondi principî—esattezza di conseguenze logicamente dedotte e intrepidamente applicate—potenza di sagrificio illimitato—intelletto ed entusiasmo—e tanta solennità di manifestazione di opinioni da non poter retrocedere senza infamia e rovina totale, là sceglierete. Là stanno i vostri capi: là nella scelta accurata, sta la salute dell'Italia e la vostra.



ARTICOLO SECONDO.

Qu'il n'ait qu'un seul amour, l'amour du peuple; qu'un source de poésie, la souffrance du peuple; qu'une ambition, la délivrance du peuple!

Que tout privilège excite sa haine comme un vice. Que la vue de toute misère et de toute dégradation le trouble comme un remords.

Que pendant son sommeil, ces seuls mots soient murmurés par ses lèvres: l'avenir du peuple! Et que pendant le jour ces mêmes mots ne puissent être prononcés devant lui sans que sa poitrine frissonne, et que des larmes brulantes étincellent à ses regards.