Ma codesto è l'avvenire: l'avvenire per cui lavoriamo. Il presente è diverso. E non movendo da esso, noi ci esporremmo a perpetuarlo, mentre intendiamo a mutarlo.

Il presente è diverso. Esistono in Italia, come dappertutto, due classi d'uomini: gli uni possessori esclusivamente degli elementi d'ogni lavoro, terre, credito, o capitali; gli altri, privi di tutto fuorchè delle loro braccia. Esiste in Italia come per ogni dove una educazione diversa per queste due classi, o meglio, esiste una educazione quale i mezzi individuali possono procacciarla, per la prima classe; non esiste educazione alcuna per la seconda. Sopra duecento allievi incirca segnati sui registri della Scuola italiana gratuita di Londra, centotrenta imparano a leggere.

Gli uomini della prima classe per conoscenza, gli uomini della seconda istintivamente desiderano egualmente l'Indipendenza e l'Unità Nazionale: in tutto il resto si separano.

Gli uomini della prima classe combattono per assicurare ed accrescere gli agi e le superfluità della vita; gli uomini della seconda combattono per assicurarsi la vita.

I primi vorrebbero conquistare maggior sviluppo e libertà d'applicazione al pensiero: i secondi, costretti a spendere dodici o quattordici ore della giornata in un lavoro quasi esclusivamente di braccia, vorrebbero conquistarsi possibilità di pensiero.

I primi, inceppati nell'esercizio delle loro facoltà, vilipesi dallo straniero, sottoposti all'arbitrio di principi stolti e malvagi, hanno principalmente bisogno d'una rivoluzione politica: i secondi affranti dalla miseria, tormentati dalla precarietà del lavoro e dall'insufficienza dei salarî, hanno principalmente bisogno d'un ordinamento sociale.

Le insurrezioni fino ad oggi tentate ebbero carattere esclusivamente politico: il lavoro attuale tende a far sì che la prima insurrezione porti carattere politico e sociale ad un tempo.

Ma per riescirvi sono necessarie due cose: l'una che i milioni i quali invocano un migliore ordinamento sociale esprimano i loro bisogni; l'altra che i migliori o i più tra gli uomini componenti la prima classe simpatizzino coll'espressione di quei bisogni e intendano la necessità di riunirsi a soddisfarli concordemente.

La prima è necessaria perchè le rivoluzioni non prevengono, non indovinano i bisogni dei popoli, ma li concretano, li traducono in fatti, li riducono a legge. La seconda è necessaria, perchè altrimenti le rivoluzioni si ridurrebbero a guerre civili nelle quali la decisione qualunque siasi, a qualunque parte spetti il trionfo, è pur sempre questione di forza e sostituisce una tirannide all'altra.