E l'unica via da seguirsi per ottenere queste due cose è l'ordinamento in associazione degli uomini che invocano il mutamento sociale.
La nazione intera ha bisogno di sapere ciò che gli operai, cioè i milioni d'uomini che vivono del proprio lavoro senza possedere gli elementi del lavoro, patiscono, accusano, invocano.
La nazione ha bisogno di sapere ciò che gli operai non vogliono: tanti strani sistemi, pericolosi, sovversivi, hanno occupato le menti a' dì nostri, che giova conoscere non solamente ciò che l'uomo crede, ma ciò in che non crede.
Gli operai hanno bisogno di consultarsi per conoscere e calcolare le proprie forze, per concordare intorno ai rimedî che possono porre un termine ai loro mali, per raccogliere i mezzi necessarî ad esprimerli colla stampa e a dare un principio almeno d'educazione a quei tra' loro fratelli che ne sono assolutamente mancanti.
Considerazioni siffatte hanno dato origine alla formazione d'una sezione composta esclusivamente d'operai nell'Associazione nazionale.
Quando l'Italia vedrà riuniti in un corpo, schierato sotto la bandiera nazionale e pronto a commettersi alle battaglie della patria, i suoi operai, e udrà da essi medesimi l'espressione riposata, pacifica de' loro bisogni, l'Italia non accuserà più di freddezza e d'inerzia le sue moltitudini e intenderà il perchè si rimasero, nei tentativi passati, anzi spettatrici che attive. Quando gli operai ordinati, forti di convinzioni uniformi, stretti in unità di volere, militeranno nell'Associazione nazionale, non solamente come cittadini, ma come operai, non dovranno più temere d'esser delusi nelle loro giuste speranze e di vedere le rivoluzioni consumarsi in questioni di forme meramente politiche a benefizio d'una sola classe.
Senza ciò non v'è da sperare. Le insurrezioni, ignare de' bisogni speciali e delle esigenze dei diversi elementi che compongono lo Stato, formeranno il loro programma dai voti comuni a tutti, promulgheranno diritti politici inefficaci e nulla più. La storia degli ultimi cinquant'anni parla evidente in proposito.
Braccia d'operai conquistarono la Bastiglia: che cosa ottennero dalla rivoluzione francese? Braccia d'operai rovesciarono il trono di Carlo X: cosa ottennero le moltitudini dall'insurrezione del 1830? Le associazioni, che prepararono in Italia il terreno ai movimenti del 1831, erano popolate d'operai: quali provvedimenti furono, non dirò presi, ma indicati da lungi alla speranza delle classi operose, perchè i padri si confortassero nell'idea che sorriderebbe ai figli un migliore avvenire? Gli operai delle città di provincia decisero in Inghilterra nel 1831 la questione della riforma: perchè i pochissimi miglioramenti che originarono dal bill conquistato non fruttarono che alle classi medie? Mancava agli operai un ordinamento speciale; mancava quindi l'espressione regolare, insistente, imponente de' loro bisogni. L'operajo si frammise a movimenti originati e diretti dalle classi medie, si confuse nelle vaste fila della Carboneria, scese in piazza a combattere, com'uomo, come cittadino, non come operajo. Venne in ajuto, come cifra numerica aggiunta alla lotta, non come elemento dello Stato, a classi che erano col fatto ordinate da secoli, e considerate da secoli come elementi della società. Accettò quindi necessariamente il loro programma, non diede il suo. S'anche, avvedendosi che i diritti politici senz'altro non gli fruttavano, egli avesse, il dì dopo aver combattuto, esposto i proprî bisogni, era tardi: voce non collettiva ma d'individui, il rumore che menavano le classi ordinate istigatrici del movimento doveva disperderla, e la disperse. Perchè accusarne unicamente gli uomini di quelle classi? Perchè pretendere dalla natura umana come anch'oggi è, che insoddisfatta del presente, ricerchi i bisogni non espressi dell'avvenire?
La questione dell'ordinamento speciale degli operai italiani si riduce a questa: hanno o non hanno gli operai bisogni speciali ch'esigono provvedimento?
Gli operai—giova ripetere codeste cose—lavorano troppe ore della giornata, perchè non ne patisca la loro salute e perchè non vi sia per essi impossibilità assoluta d'educare, come conviensi ad ogni umana creatura, l'intelletto e l'anima loro. Gli operai sono generalmente troppo mal retribuiti perch'essi possano schermirsi, coi risparmî, dalla miseria per sè e per le loro famiglie ne' tempi di crisi, e dall'ospedale o dal workhouse nella vecchiaja. Gli operai sono lasciati senza riparo, dacchè le coalizioni, anche negli Stati mezzo-liberi, sono punite, all'arbitrio di chi li impiega e alle diminuzioni dei salari, provocate dagli effetti della concorrenza crescente. Gli operai sono continuamente esposti alla mancanza assoluta di lavoro, cioè alla fame, per le frequenti crisi commerciali che l'assenza di direzione generale all'attività industriale fa inevitabili. Gli operai sono, dalla natura della loro mercede incapace d'aumento progressivo comunque il guadagno de' padroni proceda, ridotti alla condizione di macchine, condannati ad una ineguaglianza perpetua, avviliti in faccia a sè stessi e ai loro fratelli di patria. Gli operai sono, per tutte queste cagioni, sottoposti a tutti gli obblighi della società dove vivono, dal tributo che le imposte indirette prelevano sui sudori delle loro fronti fino al sagrificio della vita che le guerre della patria esigono, senza giovarsi d'un solo de' suoi benefizî.