La fede mazziniana, la fede nel dovere e nel sacrificio, è destinata dalla sua stessa natura a educare ben altre generazioni e a veder perire—condannate dall'educata coscienza delle moltitudini—dottrine che oggi hanno plausi ed inni, sebbene la miseria sia pronta a correre dietro ad ogni bella promessa, e l'ignoranza non permetta d'indagare quanto in quella promessa vi sia fondamento di verità.

E non i soli scritti del Mazzini, come abbiamo accennato, hanno grande importanza storica, ma bensì l'opera sua indefessa, rischiarata da tanta luce d'intelletto, riscaldata da tanto ardore di fede, e che a quelli è commento; però pensammo di raccogliere e collegare in questo primo volume le note autobiografiche scritte fra il '61 ed il '65 per la edizione completa delle opere, le quali non giunsero oltre l'ottavo volume per il sopraggiungere della morte che tolse alla Patria ed all'Umanità la persona, non l'anima, del grande Italiano.

Sono note che commentano ed illustrano un periodo di agitatissima vita italiana dal '21 al '53; e così raccolte nel presente volume ed interpolate da qualche scritto importante che meglio rende la fisionomia morale dell'apostolo e dell'agitatore, formano come una storia a larghi tratti di avvenimenti, ora dolorosi, ora lieti, ma sempre grandi; di uomini d'antica tempra che nella lotta, nell'esilio, nel carcere e sul patibolo furono sempre magnanimi; e crediamo che questa storia, benchè compendiosa, molto opportunamente preceda la raccolta degli scritti politici ed economici, la cui serie va dal '32 al '72, attraverso cioè un periodo di 40 anni.

Spirato Giuseppe Mazzini in Pisa il 10 marzo 1872 ed instituita un'apposita Commissione per continuare la stampa e la diffusione delle opere di lui, rimaste in tronco, fu scelto a capo di essa Aurelio Saffi, il quale, con affetto d'amico, con reverenza di discepolo, ed anche con integra coscienza di cittadino e con autorità di primo e quasi diuturno cooperatore nell'apostolato mazziniano, commentò, illustrò con magistrali proemî gli altri nove volumi delle Opere complete pubblicate nel corso di 18 anni, finchè la morte inesorabile lo colse, mentre stava per metter mano al diciottesimo ed ultimo volume, coronamento della benefica ed insigne opera sua e degno monumento al più grande degl'Italiani.

Ma non potendo noi in questa edizione nemmeno riassumere i proemî del Saffi, i quali completano le note autobiografiche qui pure raccolte, nè volendo d'altra parte che le notizie intorno alla vita ed all'azione di Giuseppe Mazzini si arrestino all'anno 1853, abbiamo aggiunto alcuni brevi cenni, che troveranno la loro sede nel volume secondo, per completare a larghi tratti la parte biografica e per far meglio comprendere l'opportunità e il valore degli altri scritti che Mazzini pubblicò dal '53 al '72.

Fu lamentato da taluno che il prezzo elevato della nostra edizione completa abbia dato fin qui a pochissimi di poter conoscere nella sua integrità la dottrina di Giuseppe Mazzini, e che perciò la classe operaja, la quale fu cura precipua e affetto profondo e forte speranza del grande Educatore, poco sappia dell'opera e del pensiero di lui, e quel poco sovente travisato da ignoranza o da mala fede d'interpreti.

Pur troppo ciò che si afferma intorno alla causa della scarsa diffusione degli scritti del Mazzini solamente in parte è vero, perchè noi vediamo ogni giorno editori e scrittori far la loro fortuna con pubblicazioni di romanzi o d'altri generi di componimento che sono frivoli quando non sono immorali; le quali edizioni pur costano assai specialmente per raffinati e spesso indecenti lenocinî tipografici.

Oggi, invero, una letteratura sbracata, malsana, corre le vie, s'insinua dappertutto, nelle case, nelle scuole; e colla pornografia larvata a positivismo scientifico aizza le passioni men nobili, stimola alla materialità di soddisfazioni fisiche che uccidono ogni senso d'ideale, ogni sentimento che eleva l'uomo al di sopra del bruto. È una educazione a rovescio che affinando l'intelletto e rivolgendo tutte le energie alla sola conquista dei godimenti materiali, distoglie lo sguardo dal cielo ove l'ascetismo cristiano l'aveva fissato, ma per ripiombarlo invece nelle manifestazioni della vita animale sulla terra. Quando, come oggi, dalla teoria darwiniana si elimina il pensiero di eterno progresso che la governa e si eleva la sterile lotta per la vita a mezzo e fine a sè stessa; quando nella evoluzione della specie non si vede la scala infinita che inalza l'umanità a Dio, e dai contrasti sociali altro non si deduce se non gli appetiti del gregge disputantesi la scarsa pastura e il pavoneggiarsi dell'animale maschio per impossessarsi della femmina; quando scopo della letteratura è il fotografare le fogne che carreggiano al mare i detriti sociali, o l'idealizzare le raffinatezze di un sensualismo dedito ad uccidere l'uomo ed il tempo; se da cotesta lenta soffocazione d'ogni nobile aspirazione lo Stato non sa difendere la gioventù alle sue cure affidate, non sostituendo più sana, più virile educazione, non è a meravigliarsi se le vetrine dei libraî siano guarnite da libri di cui non sai se sia più sconcia l'illustrazione od il titolo; non è a meravigliarsi se laddove con riverente affetto passavano di mano in mano le opere di Dante o del Mazzini ora si mostrino le scollacciate pubblicazioni degli editori da trivio.

Si è domandato più volte la ragione perchè la Commissione editrice non abbia popolarizzati gli scritti dei quali cura la divulgazione, mediante una edizione per dispense a pochissimo prezzo. La risposta è semplice: sta nella triste esperienza dei fatti. In questo momentaneo disguido degl'intelletti, che nella morbosità degli appetiti rifiuta il sano cibo a cui la generazione omai tramontata deve i forti fatti della rigenerazione patria, e eccita gli snervati sensi cogli stimoli più pungenti, la iniziativa non sortirebbe utile risultato; non è il momento in cui il paese possa assimilare gl'insegnamenti di chi sopratutto l'amò, e per esso sperò e patì.

Sarà così in un prossimo avvenire?—Per il bene della patria, per l'onore di quella generazione a cui spetta la grande opera di redenzione morale, speriamo di no.