Il concetto della Repubblica tende a combattere, a scemare progressivamente i privilegi politici o civili dati a una classe, il monopolio, l'immobilizzazione dei capitali, il concentramento soverchio della proprietà, l'ingiusto e fatale alla produzione accumularsi di tasse sulle classi date all'industria, l'immoralità di speculazione, piaga crescente e alimentata da una trista, corrotta politica governativa, l'egoismo inevitabile d'una legislazione affidata alla nascita o al censo e sottratta all'intervento delle classi che ad essa soggiacciono:—tende a far sì che le classi s'affratellino in eguaglianza di doveri e diritti, di protezione, di progresso, d'insegnamento:—che, per mezzo dell'Associazione e d'ajuti dati dalle instituzioni, i capitali, che fanno possibile il lavoro, si trovino nelle mani di chi deve compirlo:—che il lavoro generi la Proprietà e la diffonda quindi al maggior numero possibile di cittadini:—che l'economia e l'aumento della produzione presiedano d'ora in poi al maneggio delle Finanze:—tende a sopprimere l'immobilità in ogni Potere, a distribuire gli uffici a seconda della capacità e della virtù, a dare coll'elezione coscienza a ogni cittadino della missione ch'egli è chiamato a compire sulla terra ov'è nato, a far mallevadori tutti delle opere loro, a conquistare—coll'onestà delle convenzioni sulle terre, coll'interesse creato ai coltivatori nel suolo che fecondano, colla moderazione delle tasse, con un sistema d'esazione sottratto agli arbitrî, coll'educazione data a tutte le classi, colla moralità dell'amministrazione, col compimento della Rivoluzione Nazionale—quel senso di securità pubblica, senza il quale ogni progresso è inceppato o precario.

Prima dell'azione o pendente l'azione, per un anno o per una settimana, come i fati vorranno, urge che questo, ch'io rapidamente accenno, sia soggetto d'ogni giorno alla nostra Stampa. I calunniatori devono pagarsi da noi col disprezzo. Ma il popolo, al quale molti ricordi della Repubblica francese suonano terrore e violenza, ha diritto a sapere da noi quali intenzioni ci guidino, e bisogna insistervi.

VI.

Ricapitolando il già detto:

La Rivoluzione Italiana non è compita: la monarchia l'ha fermata a mezzo!

Bisogna compirla o perire: perire di lenta morte nella rovina economica, o di violenta nell'anarchia: sperare che si stabiliscano, prima d'averla compita, condizioni di normale securità pel Paese, è follìa e i sintomi crescenti ogni giorno provano nella realtà ciò che la logica insegna al pensiero.

Roma; frontiere naturali; Patto Nazionale dettato da un'Assemblea Costituente: sono le prime condizioni del compimento:

Per uscire dall'inerzia e avviarsi al fine, è necessaria una iniziativa.

L'iniziativa non può escire dalla monarchia: non può escire dal Parlamento monarchico: non può dunque escir che dal popolo.

Il Paese è maturo per accogliere e secondare il sorgere di questa iniziativa popolare: il desiderio di un mutamento è universalmente diffuso in esso.