Questione religiosa:

Nessuno può vincolarsi a tacerne senza rinnegare le proprie convinzioni. Nessuno può chiedere ad altri di tacerne senza intolleranza. È materia d'apostolato che può tacere davanti all'azione, non prima. Tutto sta nei modi, che possono correggersi. Non trattate col ridicolo o come superstizione le nostre credenze: tratteremo filosoficamente, deplorando, ma temperatamente, le vostre. Mostriamoci uniti nel resto: nessuno dirà che l'unione è impossibile.

Questione politica:

Vogliamo un movimento nazionale repubblicano... per conto dell'Europa e dell'Umanità. Non può esservi movimento sinceramente repubblicano se non inchiude l'emancipazione della classe operaja, la giusta partecipazione nei risultati della produzione tra i produttori, la sostituzione graduata dell'associazione al salariato. Su questo dobbiamo saperci o crederci d'accordo.

Ma il punto d'appoggio alla leva in un moto che nello sviluppo immediato deve pur essere nazionale, non può, non deve essere collocato all'estero.

Praticamente l'Internazionale è una parola, non altro; ed è la stessa che avevamo proferita noi dicendo una Repubblica universale. Come forza, l'Internazionale è nulla. Date le circostanze di Parigi altrove, avremo l'insurrezione; ma le circostanze di Parigi non furono create dall'Internazionale, nè lo saranno altrove. L'Internazionale non può darci un esercito, nè un tesoro. Ci dà invece i terrori e la inimicizia di tutta una classe media, tiepidamente buona in parte e che è ad ogni modo un elemento vitale in Italia. Perchè dunque scegliere quella bandiera? Perchè crearci nemici senza un'ombra d'utile? E perchè accettare una bandiera che copre errori e immoralità innegabili? Contentiamoci d'essere Partito repubblicano nazionale nel punto di mossa, europeo nel fine.

Questione Garibaldi:

Da dove parte il dualismo?

Io non ho mai assalito Garibaldi.

Non ho risposto ai suoi assalti.