Anche oggi sono pronto di stringere qualunque patto con lui.
Ma questo patto, questa concordia, non può aver luogo che con un programma. E questo programma non può essere che il repubblicano.
Garibaldi non lo ha mai apertamente dichiarato.
Garibaldi non ha bisogno, se non vuole, di stringere la mano a me o ad altri. Ma Garibaldi deve dire agli Italiani: «Tra venti giorni o vent'anni, voi non avrete salute che dalla Repubblica.» Allora il paese saprà che siamo uniti. Una occasione sorgerà. Prepariamoci a coglierla con un lavoro pratico unito. Quanto al ripartirci con lui l'azione, pochi giorni, sòrta la circostanza, basteranno.
Ottenete questo da lui. Lasciate di dirvi affigliati dell'Internazionale. Trattiamo con rispetto filosofico la questione religiosa. Il dissidio sparirà in breve tempo.
Scrivo faticosamente. Cercate intendermi e ridite ai vostri amici. Abbiatemi vostro
Giuseppe Mazzini.
Lugano, 10 gennaio 1872.