[72] «Tutte queste cagioni mantengono nella capitale e nelle provincie del gran ducato agitazione siffatta che può temersi da un momento all'altro il più grave commovimento, se il governo non s'affretti a seguire il voto generalmente espresso di vedere le nostre truppe e milizie partecipar nella lotta».—Neri Corsini al barone Schnitzer Meeran, Firenze, 29 marzo, pag. 314.

[73] Idem, W. Petre a sir G. Hamilton, 22 marzo, da Roma, pag. 261-2.

[74] Idem, Petre a Hamilton, 24 marzo, pag. 227

[75] Documenti, Campbell a Palmerston, 31 marzo, da Milano, pag. 294-5.

[76] Idem, Napier a Palmerston, 27 e 28 marzo, da Napoli, pag. 281-5.

[77] «La maestà vostra... riceverà certamente il plauso e la riconoscenza di questo popolo. Noi vorremmo aggiungere di più, ma la nostra condizione di governo provvisorio non ci permette di precorrere i voti della nazione che certo sono tutti per un maggiore riavvicinamento alla causa dell'unità italiana».—Indirizzo del 23 marzo comunicato il 3 aprile a lord Palmerston dal conte Revel, Documenti, pag. 264.

[78] Proclama dell'8 aprile.

[79] Il Lombardo, diretto da un Romani, estraneo, anzi, non so se a torto o a ragione, sospetto ai repubblicani, mosse in un articolo guerra violenta al governo, e fu brutalmente soppresso.

[80] Vedi il libro di Cattaneo, segnatamente ai cap. vii e viii;—Relazione della spedizione militare in Tirolo, Italia, maggio 1848.—I volontarî in Lombardia e nel Tirolo, del generale Allemandi, Berna, 1849,—e i Documenti.

[81] Il maggiore Enrico Cialdini disse al Collegno «ch'ei non voleva aver viaggiato per nulla, e che prima di ripartir per la Spagna, sarebbe andato sul Veneto a cercarsi, come milite, una ferita italiana». Andò e fu ferito.