Voi avete, signore, presentato proposte. Quelle proposte furono dichiarate inaccettabili dall'Assemblea, e sarebbe inutile per noi il discuterle. Voi ne aggiungete oggi una. La Francia, voi dite, proteggerà contro ogni invasione straniera tutte le parti del territorio romano occupate dalle sue truppe. Or quella quarta proposta non muta menomamente le nostre condizioni. La parte di territorio occupato da voi è già protetta, nel fatto, contro ogni altra invasione; ma se guardiamo al presente, quella parte è di men che lieve importanza, e se guardiamo al futuro, non abbiamo noi dunque modo di proteggere il nostro suolo fuorchè abbandonandolo tutto a voi?

Non è quello il nodo della questione: la questione sta tutta nell'occupazione di Roma. Ed è condizione da voi posta a capo di tutte le vostre proposte.

Or noi abbiamo l'onore di dirvi, signore, che quella condizione è impossibile: il popolo non vi consentirebbe giammai. Se l'occupazione di Roma non ha per fine che di proteggerla, il popolo vi si mostrerà riconoscente, ma vi dirà che, capace di proteggere Roma con forze proprie, si terrebbe disonorato davanti a voi se dichiarasse sè stesso impotente e indispensabile alla difesa l'ajuto d'alcuni reggimenti francesi. Se l'occupazione di Roma ha invece, Dio nol voglia, un pensiero politico, il popolo che ha liberamente scelto le proprie instituzioni, non può rassegnarsi a subirla. Roma è la sua capitale, il suo Palladio, la sua città sacra. Esso intende che, oltre il principio violato e l'onore tradito, ogni occupazione trascinerebbe una guerra civile. E ogni insistenza gli aumenta i sospetti e l'antiveggenza, ammesse una volta che fossero le truppe straniere, di mutamenti inevitabili funesti alla sua libertà, negli uomini e nelle instituzioni.

Il popolo ha innanzi l'esempio di Civitavecchia; e sa che di mezzo alle bajonette straniere, l'indipendenza dell'Assemblea e del governo non sarebbe più che una vana parola.

Su quel punto, signore, credetelo a noi, la sua volontà è irrevocabile. Non soggiacerà se non dopo aver seminato de' suoi cadaveri le barricate. Vogliono, possono i soldati di Francia trucidare un popolo di fratelli che affermano voler proteggere, perch'esso rifiuta di cedere all'armi loro la sua capitale?

La Francia non ha, negli Stati romani, che tre parti da scegliere:

Dichiararsi per noi, contro noi o neutrale.

Dichiararsi per noi significa riconoscere formalmente la nostra repubblica e combattere a fianco nostro, colle nostre truppe, gli Austriaci.

Dichiararsi contro noi, cioè schiacciare senza cagione la libertà, la vita nazionale d'un popolo d'amici e combattere a fianco degli Austriaci.

La Francia non può far questo. Essa non vuole avventurarsi a una guerra europea per difenderci come alleata. Rimanga dunque neutrale nella lotta che noi sosterremo. Noi avevamo, poco tempo addietro, ben altre speranze; oggi non le domandiamo che questo.